17 ottobre 2019
Aggiornato 22:00
Sel attacca l'Esecutivo

Caporalato, Scotto: «Finalmente il governo apre gli occhi. Serve subito un decreto»

Il nuovo schiavismo è un'emergenza nazionale e deve essere combattuto con la stessa durezza riservata alla mafia

ROMA (askanews) - Dopo le parole del ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, sulla necessità di combattere il fenomeno del caporalato esattamente con le stesse armi che si utilizzano nella lotta alla mafia, anche Sinistra Ecologia e Libertà interviene sui fatti delle ultime drammatiche morti sul lavoro.

Scotto: Finalmente il governo apre gli occhi
«Anche il governo se ne accorge. Il ministro Martina finalmente denuncia l'enorme esplosione del caporalato nei campi. Siamo di fronte a un nuovo schiavismo che va trattato come un'emergenza nazionale perché sfregia il volto della nostra economia e della civiltà del lavoro", afferma Arturo Scotto, capogruppo dei deputati di Sinistra Ecologia Libertà. «Occorrono misure esemplari - prosegue il capogruppo di Sel - per stroncare un fenomeno ottocentesco che riguarda migranti e italiani. E non si può aspettare troppo tempo».

Serve una definizione normativa del lavoro schiavistico
«Propongo un decreto che incida nella carne viva di questa vergogna nazionale: una definizione normativa del lavoro schiavistico, a partire dalle ore di lavoro e dal salario. Ma anche l'equiparazione tra caporalato e mafia attraverso pene che non lascino zone d'ombra: se il caporale è un mafioso occorre introdurre il 416 bis per chi alimenta questa rete omertosa sulla pelle di chi lavora. E per le aziende che fruiscono del lavoro schiavistico occorre introdurre la confisca dei beni come per le attività imprenditoriali mafiose. Fare questo nell'immediato è il minimo sindacale - conclude Scotto -, altrimenti siamo ancora alle chiacchiere».