25 febbraio 2020
Aggiornato 01:00
Solo Orsi escluso, dopo la richiesta di patteggiamento

Processo Saipem: non si salva nessuno

Chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli indagati nel procedimento sulla presunta corruzione internazionale della controllata Eni in Algeria. Sul banco degli imputati ci sono diversi top manager di Saipem: l'ex ad, Pietro Franco Tali, l'ex direttore finanziario, Alessandro Bernini, l'ex direttore operativo, Pietro Varone, oltre all'ex responsabile di Eni per il Nord Africa, Antonio Vella.

MILANO - Chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli imputati nel procedimento sulla presunta corruzione internazionale di Saipem in Algeria. I pm di Milano Fabio De Pasquale, Giordano Baggio e Isidoro Palma hanno concluso le indagini preliminari sull'ex amministratore di Eni, Paolo Scaroni, che insieme ad altre 8 persone e due società dovrà rispondere di corruzione internazionale se il gup Alessadra Clemente accoglierà la richiesta dei pubblici ministeri. Nessuna richiesta invece per l'ex presidente di Saipme Algeria, Tulio Orsi, che nel maggio scorso aveva chiesto di patteggiare, proponendo di scontare una pena a 2 anni e 10 mesi con la confisca di 1,250 milioni di euro.

ACCUSA DI CORRUZIONE INTERNAZIONALE - Sul banco degli imputati ci sono diversi top manager di Saipem: l'ex ad, Pietro Franco Tali, l'ex direttore finanziario, Alessandro Bernini, l'ex direttore operativo, Pietro Varone, oltre all'ex responsabile di Eni per il Nord Africa, Antonio Vella. Anche Eni e Saipem sono imputate ai sensi della legge 231 sulla responsabilità amministrativa di società per reati commessi da propri dirigenti. L'accusa, per tutti, è di corruzione internazionale.

TANGENTE DA 198 MILIONI DI DOLLARI - I magistrati milanesi sono convinti che Saipem abbia pagato una maxi tangente da 198 milioni di dollari all'ex ministro dell'energia algerino, Chekib Khelil, per ottenere in cambio appalti petroliferi del valore complessivo di 8 miliardi. Alcuni imputati (tra cui Scaroni, Tali, Bernini, Vella e Varone) sono accusati anche di dichiarazione fraudolenta dei redditi.