20 settembre 2019
Aggiornato 14:00
Energia resta più cara per 81,5% delle famiglie

Riforma delle bollette: rimane la formula «più consumi meno paghi»

L'Autorità per l'Energia ha presentato una seconda bozza riguardo alle nuove tariffe elettriche che entreranno in vigore il primo gennaio 2016. L'Aeegsi ha previsto di mantenere la distinzione tra residenti e non residenti, tempi più lunghi per l'applicazione delle nuove regole e una rimodulazione gli oneri sulle quote fisse così da non penalizzare troppo autoconsumo ed efficientamento

ROMA – Il grido d'allarme lanciato nei giorni scorsi da Greenpeace, Italia Solare, Ises, Legambiente, Kyoto Club, M5s, Codici e al Wwf nei confronti della riforma delle bollette elettriche proposte dall'Autorità per l'energia (Aeegsi), è stato ascoltato. Le associazioni avevano fatto notare che la formula proposta riassumibile in «più consumi meno paghi», avrebbe disincentivato il risparmio energetico, danneggiato chi persegue l'autoconsumo (ad esempio i proprietari di impianti fotovoltaici) e fatto pagare l'elettricità più cara all'81,5 per cento delle famiglie. Ora l'Aeegsi ha pubblicato una seconda bozza riguardo le nuove tariffe elettriche che entreranno in vigore il primo gennaio 2016 per andare a regime nel 2018, consultabile qui.

AUTOPRODUZIONE MENO PENALIZZATA - L'Autorità ha accolto alcune osservazioni prevedendo di mantenere la distinzione tra residenti e non residenti, tempi più lunghi per l'applicazione delle nuove regole e rimodulando gli oneri sulle quote fisse così da non penalizzare eccessivamente chi ha puntato sull'efficientamento energetico o l'autoconsumo. Su quest'ultimo punto l'Aeegsi ha ricordato: «Secondo alcuni partecipanti alla consultazione gli investimenti in efficienza energetica e per l'autoconsumo perderebbero parte del proprio valore e l’introduzione della riforma tariffaria rischierebbe di modificare gli equilibri economici di investimenti già compiuti e di rallentare la naturale evoluzione del mercato verso soluzioni tecnologiche caratterizzata da una maggiore sostenibilità ambientale». Con la nuova bozza gli oneri di rete andranno a pesare solo parzialmente sulla parte fissa e i residenti pagheranno gli oneri di sistema solo per l'energia prelevata, mentre per i non residenti andranno a pesare, parzialmente, sulle componenti fisse.

RESTA DISTINZIONE TRA RESIDENTI E NON - Come anticipato è previsto di mantenere la distinzione fra consumatori residenti e non, ma non tutti sono d'accordo. «La proposta dell’Autorità è un passo avanti, ma ancora incompleto», ha commentato il presidente di Assoelettrica Chicco Testa, che ha sottolineato come il mancato «superamento della distinzione tra utenze residenti e non residenti, in ragione di un riequilibrio dei costi a carico delle utenze con bassi consumi» sia una scelta «discutibile, soprattutto tenendo conto del fenomeno delle residenze di comodo». In realtà le nuove tariffe prospettate dall'Aeegsi andranno a svantaggio dei soli utenti non residenti con 3 kW di potenza e consumi bassi (900 kWh), che andrebbero a spendere 117 euro in più rispetto alle tariffe attuali.

RISPARMI SOLO PER GRANDI CONSUMATORI - La secondo bozza della riforma continua a prevedere aggravi in bolletta per l'81,5 per cento delle famiglie italiane (circa 24 milioni di utenti) che hanno consumi inferiori a 2.640 kWh/anno con 3 kW di potenza. Queste pagheranno 19 euro in più, mentre l'elettricità costerà 71 euro in più per chi ha consumi fino a 1500 kWh/anno, chi invece ne usa meno di 2.200 kWh/anno sborserà 50 euro in più. Risparmi invece per gli utenti con 3 kW di potenza che useranno 3.200 kWh/anno (-42 euro), per quelli non residenti con 4.000 kWh/anno (-155 euro) per chi ha 3,5 kW di potenza e consumi per 3500 kWh/anno (-261 euro) e per chi ha 6 kW di potenza e consumi per 6.000 kWh/anno (-582 euro).

TEMPI PIU' LUNGHI PER NUOVE REGOLE – La riforma dovrebbe essere applicata in maniera più graduale, e l'Aeegsi ha messo in campo due proposte: la prima prevede l’avvio, dal 1 gennaio 2016, della struttura non progressiva solo per i servizi di rete, insieme alle modifiche sugli impegni di potenza. Nel 2017 toccherebbe ai servizi di vendita e dal 2018 agli oneri generali. La seconda ipotesi contempla un inizio della riforma al 2017, a parte gli oneri, rinviati al 2018.