24 gennaio 2021
Aggiornato 00:30
Assemblea degli azionisti

Exor «blinda» Marchionne e non molla su PartnerRe

Sergio Marchionne è il nuovo vicepresidente non esecutivo di Exor. Lo ha nominato il consiglio di amministrazione che ha anche confermare John Elkann presidente e amministratore delegato e Alessandro Nasi vicepresidente non esecutivo

TORINO (askanews) - Il consolidamento del settore auto e l'acquisizione di PartnerRe. Sono questi i temi che hanno tenuto banco nel corso dell'assemblea degli azionisti di Exor, che oggi a Torino ha approvato il bilancio 2014, chiuso con un utile di 51,8 milioni di euro, e la proposta di distribuire un dividendo di 0,35 euro per azione.

Quella che Fca ha inviato a Gm «non è l'unica mail» ha detto John Elkann, presidente di Exor e Fca, a proposito dei contatti intercorsi nei giorni scorsi tra Sergio Marchionne e Mary Barra, amministratore delegato di Gm. Elkann non fa nomi, ma ha precisato: «Ci sono mail e telefonate con diversi attori dell'industria dell'auto e su queste c'è pieno coordinamento in Fca tra me e Marchionne», che proprio oggi è stato nominato vice presidente non esecutivo di Exor.

Solo ieri il «capo dell'Opel ha toccato il tema in modo molto chiaro: il consolidamento è un passo da fare» ha ricordato Elkann, come a dire che le fusioni tra le principali case d'auto rappresentano ormai un processo irreversibile, peraltro già visto in altri settori come quello dell'acciaio e dell'aeronautica, e nessuno nel mondo dell'auto ne nega l'esigenza.

«Tutti abbiamo piani industriali, il consolidamento non è a discapito di questi. Le fusioni non impediscono di portare avanti i propri piani, ma consentiranno di usare meglio il capitale», ha sostenuto Elkann, denunciando «il vero male» del settore, cioè «l'eccesso del capitale investito non remunerato».

L'industria dell'auto ha evidenziato Elkann «consuma moltissimo capitale e investe 2 mld di dollari a settimana». Molti investimenti potrebbero essere più sostenibili «se si facessero insieme ad altri». Una strada che Fiat e Chrysler hanno appena battuto con successo, ha evidenziato Elkann, citando l'esempio di Jeep Renegade e della 500X che «sono il simbolo di come due società hanno potuto lavorare insieme risparmiando un miliardo».

Settimo costruttore mondiale, Fca che ha aperto il dibattito sui futuri merger tra case d'auto, non si sente certo un pesce piccolo. «Noi di Exor ci crediamo, abbiamo investito in Fca» lo scorso novembre nel prestito convertendo «perché siamo convinti che le prospettive di Fca siano molto buone. La crescita di Jeep ne è l'esempio: è passata da 300mila a 1 mln di automobili e l'obiettivo e' arrivare a 1,9 mln».

Ma la vera partita aperta ora oltreoceano per Exor è quella di Partner Re, che ha rispedito al mittente anche la seconda proposta avanzata dalla holding degli Agnelli, che ora detiene il 9,9% della società di riassicurazione con base alle Bermuda. Cosa che non ha fatto arretrare di un millimetro Exor. «Siamo determinati nel portare avanti l'acquisizione di PartnerRe» ha assicurato Elkann, spiegando che l'investimento da 6,8 miliardi di dollari è «complementare a Fca e Cnhi».

«Non riteniamo che ci sia bisogno di avere un piano B per PartnerRe, essendo la nostra offerta maggiore» rispetto a quella di Axis e «mi è difficile immaginare che gli azionisti votino contro il loro interesse» ha detto Elkann, ricordando che l'offerta di 137,5 dollari ad azione cash «è molto vantaggiosa per gli azionisti. Per questo siamo fiduciosi che la razionalità prevarrà e che molti azionisti faranno ciò che è nel loro interesse», ha detto Elkann, che si è detto sorpreso «dai toni usati dal cda di PartnerRe e abbastanza stupito di apprendere che la nostra offerta è inaccettabile». Elkann è convinto che il negoziato andrà avanti e «in maniera costruttiva».

Quanto alla strategia usata da Exor per acquisire PartnerRe: «Non so se aggressivo sia il termine giusto per definire la nostra azione. Siamo determinati, perché ritengo che PartnerRe sia una buona opportunità, che è giusto cogliere».

L'auspicio del presidente di Exor è che PartnerRe definisca a breve la data dell'assemblea degli azionisti, che dovrebbe svolgersi alle Bermuda a luglio, anche se «la nostra proposta non ha bisogno di un'approvazione di una assemblea». I soci di PartnerRe saranno infatti chiamati a decidere sulla fusione con Axis. E intanto dal Lingotto guardano già alla governante della compagnia di riassicurazione: «Oggi Partner Re non ha un amministratore delegato. Il management della società è buono e auspicabilmente, vorremmo conoscerlo per identificare qualcuno a cui far guidare la società», ha concluso Elkann.