20 agosto 2019
Aggiornato 19:00
In corso l'istruttoria sul "cartello" tra le due emittenti

Antitrust: «Non sapevamo dell'accordo tra Mediaset e Sky»

Il numero Uno di Sky, Andrea Zappia, si dice sereno. Ma a rischio ci sono i diritti tv della serie A per il trienno 2015-2018, e valgono 1,2 miliardi a stagione.

ROMA - Il numero uno di Sky Italia ostenta sicurezza. «Zero preoccupati. Preoccupati proprio zero», chiarisce Andrea Zappia durante la presentazione del lancio di Sky online tv box. Eppure in gioco c’è l’assegnazione dei pacchetti dei diritti tv della serie A per il triennio 2015/2018: 1,2 miliardi a stagione. Sul presunto «cartello» tra Mediaset Premium e Sky sta infatti indagando l’Antitrust, e il rischio è quello di veder naufragare questi soldi nel mare nero delle aule dei tribunali italiani.

Mediaset e Sky nel mirino dell’Antitrust
Martedì scorso le Fiamme Gialle hanno fatto irruzione nelle sedi delle due emittenti alla ricerca di prove e documenti. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha aperto un’istruttoria sull’asta che ha portato alla spartizione dei diritti della messa in onda delle partite tra i due colossi televisivi. Gli sceriffi della concorrenza puntano il dito contro Mediaset e Sky perché sostengono di aver dato il loro consenso esclusivamente allo scambio dei diritti del pacchetto D, e non all’accordo che poi è stato realizzato. «L'Autorità garante della concorrenza e del mercato non ha rilasciato alcuna autorizzazione ai sensi della normativa Antitrust a favore di operatori televisivi riguardanti possibili accordi distorsivi della concorrenza nell'assegnazione dei diritti televisivi per stagioni calcistiche del triennio 2015-2018», hanno spiegato gli uffici stampa della stessa Antitrust.

Andrea Zappia: Abbiamo operato in totale trasparenza
Giovanni Pitruzzella, presidente dell’Autorità, ha chiarito che: «Abbiamo aperto un’indagine e questo non significa né che ci sia un illecito, né un responsabile»; ma sta di fatto che l’Antitrust ha deciso di intervenire direttamente nel vortice che ha travolto la serie A, Sky e Mediaset sull’assegnazione dei diritti televisivi. Per sapere come andrà a finire bisognerà attendere le prossime ore, nel frattempo il numero Uno di Sky ha dichiarato che: «il percorso dell’assegnazione dei diritti è stato estremamente trasparente. E la trasparenza è un elemento molto importante per Sky che non vuole operare di nascosto e sa invece di rispettare sempre le regole.»

Nessun accordo collusivo, tutto nelle regole
«Fin dall’apertura delle buste a giugno Sky ha sostenuto di aver vinto legittimamente i pacchetti A e B», ha proseguito Zappia ed ha concluso: «Abbiamo espresso questa nostra convinzione con lettere pubbliche e con un esposto alla Lega e in copia alle autorità competenti. La lettera è del 18 giugno a firma di Jacques Raynaud e l’esposto è del 23 giugno. La Lega ha però preso una decisione diversa ritenendo incompatibile, proprio con le normative antitrust, l’assegnazione dei pacchetti A e B a un unico operatore. E a quel punto è avvenuto tutto in maniera trasparente perché l’accordo di sublicenza è stato visionato poi da entrambe le Autorità e dalla Lega. Sarebbe curioso essere ritenuti parte di un accordo collusivo quando il risultato dell’assetto finale è senza dubbio peggiorativo rispetto a quello per il quale abbiamo in maniera pubblica cercato di tutelare un nostro diritto». L’ultima parola, però, spetterà all’Antitrust.