11 aprile 2021
Aggiornato 12:00
Confermata intenzione di completare centrale nucleare in Slovacchia

Buon inizio 2015 per ENEL

La società ha chiuso il primo trimestre con ricavi per 19,970 miliardi di euro (+9,8%) e un utile netto ordinario di 810 milioni (+7,3%) salito del 7,3% a 810 milioni di euro. Aumentati anche i debiti per 2,131 miliardi. Il Tesoro ha proposto Alfredo Antoniozzi come futuro amministratore.

ROMA – Buon inizio anno per ENEL che ha chiuso il primo trimestre con ricavi per 19,970 miliardi di euro (+9,8%) e un utile netto ordinario di 810 milioni (+7,3%) salito del 7,3% a 810 milioni di euro. Intanto dal ministero dell'Economia, azionista per il 25,5 per cento della società, ha proposto Alfredo Antoniozzi quale amministratore della società, in vista della nomina di un componente del cda di ENEL all'ordine del giorno dell'assemblea in programma per il 28 maggio.

DEBITO SALE DI 2 MILIARDI - Ritornando al bilancio trimestrale, è cresciuto anche il margine operativo lordo (+0,8%) a 4,023 miliardi grazie, ha spiegato la società, alle attività in America Latina e nella Penisola Iberica, parzialmente compensate dagli effetti delle operazioni di cessione e dalla riduzione del margine di generazione e trading in Italia. L'Ebitda ordinario si è incrementato del 4,2 per cento a 4,023 miliardi mentre il risultato operativo è salito del 2,4 per cento a 2,625 miliardi di euro. Saliti anche i debiti per circa 2 miliardi: l'indebitamento finanziario netto a fine marzo si è attestato a 39,514 miliardi con un incremento di 2,131 miliardi rispetto a fine 2014 «che trova riscontro - ha sottolineato ENEL - negli investimenti del periodo al netto dei flussi di cassa derivanti dalla gestione operativa, nonché nell'effetto negativo derivante dalla variazione dei tassi di cambio di alcune valute (principalmente il dollaro statunitense) in cui è espresso parte dell'indebitamento finanziario».

LE MOSSE IN SLOVACCHIA E AMERICA LATINA - L'amministratore delegato, Francesco Starace ha illustrato le prossime mosse della società. Quanto alla cessione delle sue quote in Slovenske Elektrarne (66%), di cui domani saranno rese pubbliche le offerte vincolanti, ENEL ha ipotizzato un'uscita in «due fasi». Starace ha spiegato che «abbiamo ricevuto le offerte vincolanti ieri», aggiungendo che ci sono «diverse possibili soluzioni, compresa una operazione in due fasi con una cessione parziale al governo slovacco e una successiva ad un altro partner». In questo quadro, ha concluso, «siamo in contatto con il governo slovacco». Le autorità di Bratislava però avevano posto come condizione per l'acquisto delle azioni, l'impegno di Eni a completare la costruzione dei nuovi reattori nella centrale nucleare di Mochovce, e Starace ha confermato che l'opera verrà conclusa: «Siamo convinti che è nel miglior interesse delle parti che ENEL esca parzialmente ma resti in Slovenske Elektrarne almeno fino a quanto non saranno completati i lavori a Mochovce». L'ad ha concluso sul punto paventando però anche un'uscita rapida: «E' una questione di tranquillità che possiamo dare al governo e ai nuovi azionisti, preferiamo così, anche perché pensiamo che un'uscita graduale potrebbe creare più valore di un'uscita rapida che comunque non va esclusa del tutto». Riguardo alle operazioni in America latina preannunciate nei giorni scorsi, Starace ha assicurato che «Resteranno quotate Enersis Chile, Endesa Chile e Chilectra e avremo un'altra listed company, Enersis Americas, che deriverà dalle fusione delle tre holding in America latina». Di questa società Enel controllerà circa il 52 per cento a fine operazione, ha aggiunto.