31 maggio 2020
Aggiornato 07:00
+18% della controllata del cane a 6 zampe nell'ultima settimana

Dodge & Cox continua a comprare azioni Saipem

Dopo esserne diventato il secondo azionista (preceduta da Eni con il 43%) nelle settimane scorse, dall'11 al 27 marzo ha acquistato titoli per 61,7 milioni di euro, facendo aumentare le sue quote di partecipazione all'11,9%.

MILANO – Il fondo di investimento americano Dodge & Cox sta continuando a comprare titoli Saipem. Dopo esserne diventato il secondo azionista, preceduta da Eni (43%) nelle settimane scorse, dall'11 al 27 marzo ha comprato azioni della controllata del Cane a sei zampe per 61,7 milioni di euro, facendo aumentare le sue quote di partecipazione all'11,9 per cento.

AZIONI +18% IN UNA SETTIMANA - Dodge & Cox non ha voluto commentare l'ulteriore acquisto dell'1,48 per cento di azioni Saipem, ma una fonte anonima «vicina» al dossier ha spiegato a Reuters che se il fondo americano «compra a questi prezzi significa che credono nella società e quindi non sono investitori di breve periodo. Sarà interessante vedere se si mostreranno all'assemblea degli azionisti». Intanto il titolo Saipem è brillato a Piazza Affari, macinando guadagni superiori al 3 per cento, spinto dalla decisione di Eni di proporre Stefano Cao come futuro amministratore delegato della società. Le azioni Saipem hanno toccato il massimo del 2015 a 11,49 euro (come nel novembre 2014), mentre nell'ultima settimana hanno segnato guadagni del 18 per cento. Il titolo ha terminato la giornata a 11,33 euro per azione (+3,09%).

ENI PRONTA A VENDERE QUOTE? - Secondo l'inserto economico di Repubblica il mercato sta mettendo gli occhi sulla società, in vista di una futura separazione della controllata da Eni. L'azienda guidata da Claudio Descalzi sarebbe quindi pronta a mettere sul mercato le proprie quote di Siapem (e liberare il proprio bilancio del fardello dei suoi 4,4 miliardi di euro di debiti), dopo lo stop in tal senso del dicembre scorso. Si aprirebbe quindi una nuova fase per Saipem, ha continuato l'analisi di Repubblica, che dovrebbe diventare una «public company» dove le quote di Eni andrebbero frazionate fra più investitori. Nelle scorse settimane il Messaggero aveva diffuso la notizia di un possibile interessamento della russa Rosneft. In realtà da Mosca si erano detti disponibili ad acquistare azioni Saipem già nell'ottobre 2014.

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