15 aprile 2021
Aggiornato 10:00
Per l'Ue dovrà essere operativo dal 31 dicembre 2020

Tap: alla fine deciderà Renzi

Ennesimo rinvio, al 30 marzo, per decidere se vi possano essere approdi alternativi a quello di San Foca, nel comune di Melendugno (Le) per il gasdotto Trans adriatic pipeline. In realtà, come ha fatto notare lo stesso governatore della Puglia, Nichi Vendola, la decisione della presidenza del Consiglio di non prendere una posizione sembra avvalorare l'ipotesi che non ci sia molto su cui discutere.

ROMA – Ennesimo rinvio, al 30 marzo, per decidere se vi possano essere approdi alternativi a quello di San Foca, nel comune di Melendugno (Le) per il gasdotto Trans adriatic pipeline. In realtà, come ha fatto notare lo stesso governatore della Puglia, Nichi Vendola, la decisione della presidenza del Consiglio di non prendere una posizione sembra avvalorare l'ipotesi che non ci sia molto su cui discutere. A quanto pare è stato scelto di non modificare il sito per far affiorare le tubature che trasporteranno il gas azero fino al Vecchio continente, farlo comporterebbe uno slittamento dei lavori di almeno due anni, e il governo di Matteo Renzi è pronto ad assumersi la responsabilità della decisione.

VENDOLA, CON RINVIO MENO TEMPO PER DISCUTERE - «Quello di oggi - ha scritto Vendola in una nota - è un rinvio che comprime ulteriormente gli spazi di discussione su eventuali localizzazioni alternative per l'opera, visto il termine di tre mesi, previsto dalla norma, per la chiusura della procedura in seno alla presidenza del Consiglio». Secondo il presidente pugliese lo slittamento del confronto a lunedì prossimo mette in mostra «lo stato confusionale con il quale si sta coordinando una fase tanto delicata dell'iter. Una confusione dalla quale non emerge chiaramente se le reali intenzioni della presidenza del Consiglio siano quelle di proseguire sul percorso tracciato di confronto con i Comuni o se, invece, la stessa abbia in animo di mutare il proprio atteggiamento a favore di una decisione in solitaria».

L'ITER PREVISTO - Effettivamente, entro 30 giorni dalla riunione del 30 marzo si dovrà indire un'ultimo tavolo in cui si cristallizzeranno le posizioni emerse. Una volta espletato quest'ultimo passaggio formale la palla passerà nelle mani dell'esecutivo, che potrà decidere di mettere la parola fine alla questione durante una riunione del Consiglio dei ministri. La posizione del governo a riguardo è stata ribadita dal viceministro allo Sviluppo economico, Claudio De Vicenti, rispondendo in commissione Attività produttiva della Camera a un'interrogazione del deputato del Pd Gianluca Benamati. De Vincenti ha spiegato che l'Italia garantirà i propri approvvigionamenti energetici anche proseguendo sulle iniziative che il governo al momento sta concretizzando. «Tra queste, la diversificazione delle fonti e le rotte del gas, a mezzo di gasdotti, come il Tap, e rigassificatori GNL. Il Tap potrà portare in Italia fino a 10 miliardi di metri cubi nel 2020, aumentabili a 20 successivamente. Tali primi volumi di gas azero corrispondono a quanto abbiamo importato nel 2014 da Algeria o Libia e al 40 per cento circa di quanto importiamo attualmente dalla Russia», ha detto il viceministro.

UE, TAP OPERATIVO DA 31/12/2020 - Intanto il Segretariato della comunità energetica europea ha espresso opinione favorevole sulla richiesta presentata dall'Autorità energetica albanese (Ere) di prolungare le esenzioni garantite al progetto Tap, da alcuni requisiti previsti dal Terzo pacchetto dell'energia. Grazie a questa decisione Tap è stato autorizzato a posticipare di due anni la piena entrata in funzione del gasdotto, che prenderanno il via non più dal 1 gennaio 2019, ma dal 31 dicembre 2020. Per rispettare questa scadenza quindi, secondo le ultime previsioni della società Tap Ag, i lavori di costruzione del gasdotto dovranno partire il 1 gennaio 2016.