11 aprile 2021
Aggiornato 12:30
Obiettivo: valorizzare gli scarti legnosi del bosco

Energia e biometano: la sfida di ENEA nelle Dolomiti Lucane

Il progetto prevede la realizzazione di un impianto dimostrativo per la produzione di energia elettrica e biometano da utilizzare per i servizi del parco. Un esempio di best practice per l’avvio di una filiera sulla bioenergia.

ROMA - Obiettivo dichiarato: valorizzare gli scarti legnosi recuperati dalla coltivazione del bosco, utilizzando tecnologie innovative e a basso impatto ambientale per produrre energia. Nasce da qui il progetto di Enea in Basilicata, all’interno dell’area protetta delle Dolomiti Lucane, che prevede la realizzazione di un impianto dimostrativo per la produzione di energia elettrica e biometano da utilizzare per i servizi del parco. Il progetto, in cui è coinvolta anche SERI, spin-off di Enea che propone la progettazione, realizzazione e commercializzazione di impianti custom «chiavi in mano» per la trasformazione energetica di biomasse e rifiuti per la micro-generazione e generazione distribuita, è interamente finanziato dalla Regione con 500mila euro e ad oggi vede già completato l’impianto di gassificazione e quasi completato quello di metanazione.

TANTE ESPERIENZE IN GIRO PER L'ITALIA - Negli ultimi anni gli impianti che producono elettricità e calore dalla combustione o gassificazione di biomasse legnose si stanno diffondendo in diverse regioni. Si tratta quasi sempre di impianti di taglia medio-piccoli che utilizzano come materia prima biomasse di diversa natura, come potature di vigneti e uliveti, materiale proveniente dalla manutenzione di boschi e pulizia di alvei fluviali, provenienti dal territorio circostante. Tuttavia, "per guidare il processo di crescita in atto ed evitare distorsioni che potrebbero influire negativamente su un comparto vitale e dalle grandi potenzialità per la salvaguardia del territorio e la decarbonizzazione dell’economia, serve una strategia chiara e condivisa, coerente con gli indirizzi del Piano di settore per le Bioenergia" sostiene Vito Pignatelli, Responsabile del Coordinamento Tecnologie Biomasse e Bioenergie dell’Unità Tecnica Fonti rinnovabili dell’ENEA e Presidente ITABIA.

UN'OPPORTUNITÀ PER L'AGRICOLTURA - Questo progetto si pone a tutti gli effetti come esempio di best practice per l’avvio di una filiera lucana sulla bioenergia. "La politica di incentivazione introdotta dal DM 6 luglio 2012 – spiega Giacobbe Braccio, Direttore dell’Unità Tecnologie Trisaia – rende la produzione di energia elettrica e calore da gassificazione conveniente e integrabile nel sistema di produzione nazionale, soprattutto per piccoli impianti. Lo stesso tipo di interesse c’è per la produzione di biometano, una finalità di grande prospettiva ma più complessa soprattutto se le materie prime sono biomasse legnose». Il Piano elaborato da uno specifico gruppo di lavoro istituito dal MiPAAF e approvato lo scorso mese di agosto dalla Conferenza Stato-Regioni definisce una strategia complessiva e individua priorità di intervento e strumenti operativi per la promozione e la diffusione delle bioenergie. "Si tratta di un primo, importante passo per uno sviluppo equilibrato del settore, perché finalmente si è iniziato a parlarne come di opportunità per l’agricoltura e per il Paese e non solo come un’occupazione nefasta di suolo agricolo obbligatoriamente destinato alla produzione di alimenti" conclude Pignatelli.