13 novembre 2019
Aggiornato 23:30
ENI ha una licenza

Croazia: referendum sulle trivelle in Adriatico solo se si scoprono giacimenti

Il premier croato, Zoran Milanovic, ha ribadito la volontà del suo governo di chiamare al voto il popolo sull'estrazione di petrolio nell'offshore di Zagabria solo se verrà trovato petrolio o gas durante le operazioni di esplorazione.

ZAGABRIA – Il premier croato, Zoran Milanovic, ha ribadito il 16 marzo la volontà del suo governo di indire un referendum popolare sulle trivellazioni nel mare adriatico. Il primo ministro ha aggiunto che i croati saranno chiamati a decidere sull'estrazione di petrolio nell'offshore di Zagabria solo se verrà trovato petrolio o gas durante le operazioni di esplorazione.

AVANTI CON LE ESPLORAZIONI - Milanovic ha detto: «Se troveremo un qualche ammontare di risorse energetiche, allora indiremo il referendum. Vi sono basse probabilità di individuare del petrolio, mentre sono più alte per quanto riguarda il gas. A quel punto potremmo concordare di non sfruttare i giacimenti». Il capo di governo ha aggiunto: «Abbiamo il diritto di sapere cosa si trovi al di sotto del mare Adriatico, e una volta individuato quanti metri cubi di gas abbiamo possiamo decidere di estrarlo o di non toccare più le trivelle». Milanovic ha comunque ricordato che la Croazia dovrà rimborsare gli investitori, nel caso dovesse rinunciare all'estrazione di gas e petrolio.

ENI HA UNA LICENZA - Nel gennaio scorso Zagabria ha rilasciato le prime 10 licenze di esplorazione a largo delle sue coste. Sette sono andate ad un consorzio fra l'americana Marathon Oil e l'austriaca Omv, due alla Ina (posseduta dal governo croato e dall'ungherese Mol) ed una all'italiana Eni. I contratti definitivi dovrebbero essere firmati a giugno, una volta conclusi gli studi di impatto ambientale. La Croazia si aspetta investimenti per 2,5 miliardi di dollari nei prossimi 4 anni dalle trivellazioni.