20 febbraio 2020
Aggiornato 23:00
Altre perdite si erano registrate a febbraio

Fukushima: fuoriuscita di 750 tonnellate d'acqua contaminata

La Tepco ha reso noto che 750mila litri di piogge radioattive, con un livello di 8300 becquerels (bq, l'unità di misura del Sistema internazionale dell'attività di un radionuclide), hanno debordato dalle vasche di raccolta e hanno superato i muri di contenimento inquinando il terreno circostante.

TOKYO – Ennesima fuoriuscita di acqua contaminata dall'impianto di Fukushima. Lo ha reso noto la società nucleare giapponese Tokyo electric power company (Tepco) che ha in gestione la centrale atomica, spiegando che si tratta di almeno 750 tonnellate di acqua piovana radioattiva (contenente stronzio 90). In precedenza la Tepco aveva parlato di una fuoriuscita pari a 400 tonnellate.

I LIVELLI DI CONTAMINAZIONE - L'incidente è avvenuto perché la pioggia ha debordato dai muri contenitivi costruiti intorno alle cisterne per la raccolta delle piogge, ha riportato il The Japan Times. La Tepco ha sottolineato che la contaminazione ha raggiunto il sottosuolo ed è stata registrata almeno in due punti distinti, ma non ha specificato se è riuscita ad arrivare fino al mare. Secondo la Tepco l'acqua piovana ancora nelle cisterne ha un livello di contaminazione di 8mila 300 becquerels (bq, l'unità di misura del Sistema internazionale dell'attività di un radionuclide). Nei giorni scorsi l'azienda ha svolto un campionamento delle acque sotterranee nei pressi della centrale, riscontrando che si è passati da 370 bq del 9 marzo a 11mila bq dell'11 marzo, data in cui si commemora il quarto anniversario dall'incidente che distrusse gran parte della centrale di Fukushima.

L'ENNESIMA FUGA D'ACQUA - Questa è l'ultima di una serie di perdite di acqua radioattiva dall'impianto di Fukushima. A fine febbraio scorso la Tepco aveva constatato una fuga di liquido contaminato dal reattore 4, mentre pochi giorni prima aveva ricevuto le critiche dell'Agenzia per l'energia nucleare giapponese per non aver ancora accertato la causa di un'altra fuga di acqua altamente radioattiva sul sito avvenuta il 22 febbraio scorso. Anche l'Agenzia nucleare internazionale (Aiea), pur riconoscendo all'inizio di questa settimana i significativi progressi del Giappone, ha ribadito che la minaccia di contaminazione radioattiva è ancora presente e che Fukushima sta presentando ancora uno scenario «molto complesso».