23 ottobre 2019
Aggiornato 11:30
Non esclusa una fusione con Edf

Areva licenzierà 1500 lavoratori in Germania

Il colosso nucleare dello Stato francese ha comunicato che taglierà l'equivalente di 1500 contratti a tempo pieno nel Paese della Merkel entro il 2017. Quest'anno lascerà a casa i primi 500. Intanto il ministro dell'Energia di Parigi, Segolene Royal, ha detto che è «troppo presto» per parlare di immissioni di capitali, aggiungendo che «si stanno valutando tutte le possibili soluzioni».

BERLINO – Il colosso del nucleare francese Areva ha comunicato che licenzierà 1500 lavoratori nella sola Germania entro il 2017. Lo ha detto un portavoce della società d'Oltralpe, confermando quanto avevano sostenuto i sindacati tedeschi. Areva ha spiegato che verranno meno l'equivalente di 1500 posti a tempo pieno, dei quali 500 già da quest'anno.

PIÙ LICENZIAMENTI DEL PREVISTO - I rappresentanti dei lavoratori avevano diffuso mercoledì scorso l'indiscrezione che l'azienda avrebbe eliminato almeno mille posti di lavoro entro 2 anni. Wolfgang Niclas, rappresentante del sindacato Ig Metall, aveva dichiarato dopo aver incontrato il capo della Areva, Philippe Knoche, che la compagnia stava pensando a «tagliare all'incirca mille lavoratori», confermando quanto scritto in un articolo del quotidiano economico francese, Les Echos

UN BUCO DA 4,9 MILIARDI - Il 23 febbraio scorso l'azienda controllata per l'87 per cento dal governo francese aveva diffuso i dati di bilancio 2014, dove si leggeva che in un anno le perdite erano decuplicate, passando dal dal rosso di 500 milioni del 2013 ai 4,9 miliardi di buco attuali. La compagnia aveva annunciato un piano di risparmi per almeno un miliardo di euro, attraverso un ridimensionamento degli investimenti e la cessione di asset non strategici da realizzarsi nei prossimi anni. Per avere più dettagli però bisognerà attendere la fine di marzo quando sarà presentato il piano finanziario.

UNA FUSIONE CON EDF IN VISTA? - Nel 2014 Areva ha perso più soldi di quanto lei stessa valga (la somma delle sue azioni, la total market capitalization, è pari a 3,5 miliardi di dollari). Ciò è dovuto da diversi fattori: dal 2007 non ha più venduto un impianto, mentre sui conti dello scorso anno hanno pesato i costi legati ai ritardi e alla svalutazioni di alcuni impianti, tra cui quelli legati alla costruzione del reattore nucleare di Olkiluoto 3 in Finlandia e alla ristrutturazione dell'impianto di processamento dell'uranio di Comurhex II. Molti analisti di mercato si aspettano che il governo francese «metta una pezza» con un'iniezione di liquidità, ma finora il ministro dell'Energia di Parigi, Segolene Royal, ha detto che è «troppo presto» per discutere di questo tipo di misure, aggiungendo che «si stanno valutando tutte le possibili soluzioni», compresi i «riavvicinamenti, le convergenze» ma anche le «fusioni». In tal caso l'ipotesi più accreditata è che Areva venga inglobata da Edf, l'altra società energetica controllata dallo stato francese, che detiene l'84,4 per cento delle quote.