28 giugno 2022
Aggiornato 01:00
In un mese il costo del Brent al barile è salito di 11 dollari, il Wti di 2

Petrolio, nonostante il calo dei prezzi, a febbraio carburanti più cari

Il prezzo della benzina (media di 1,569 euro per litro), secondo le stime preliminari diffuse dall'Istat, è aumentato dell'1,4% rispetto al mese precedente. Quello del gasolio (media 1,469 euro per litro) dello 0,7%. Secondo l'Unione petrolifera il rincaro «è strettamente legato alla ripresa delle quotazioni internazionali sia del greggio che dei prodotti raffinati»

ROMA – Nonostante il deciso calo del prezzo del petrolio registrato negli ultimi mesi, a febbraio i prezzi dei carburanti è tornato a salire. Il costo della benzina (oggi il prezzo medio è pari a 1,569 euro per litro), secondo le stime preliminari diffuse dall'Istat, è aumentato dell'1,4% rispetto al mese precedente e ha fatto registrare un calo tendenziale (-12,4%) meno ampio di oltre un punto e mezzo percentuale rispetto a quello rilevato a gennaio (-14%). Il prezzo del gasolio per mezzi di trasporto (oggi il prezzo medio è pari a 1,469 euro per litro) ha segnato un incremento congiunturale dello 0,7 per cento, con un'attenuazione della flessione su base annua (-14,3%, da -15,4% del mese precedente). Stanno continuando a scendere invece gli altri carburanti (-2,8% su base mensile), per effetto principalmente dell'ulteriore ribasso del Gpl - mentre hanno fatto segnare un ridimensionamento del calo tendenziale (-22,4%, da -23,2% di gennaio), su cui incide il confronto con febbraio 2014 (mese in cui il ribasso congiunturale era stato più marcato e pari a -3,7%).

UNIONE PETROLIFERA, COLPA DEL PETROLIO PIÙ CARO - Secondo l'Unione petrolifera (Up) l'incremento dei prezzi alla pompa registrato nelle ultime settimane «è strettamente legata alla ripresa delle quotazioni internazionali sia del greggio che dei prodotti raffinati». Nell'ultimo mese infatti è cresciuto decisamente il prezzo del petrolio nordeuropeo (Brent), passando dai 50 dollari al barile del 27 gennaio ai 61,48 attuali. Non si può dire la stessa cosa del West Texas intermediate (Wti), che è aumentato di poco più di 2 dollari (da 46,51 a 49,25). Se allarghiamo invece il riferimento temporale a tre mesi, entrambi i mercati hanno conosciuto una decisa flessione: il Brent è sceso di 12,99 dollari (da 74,47 a 61,48), mentre il Wti di 20,1 dollari (da 69,26 a 49,25). Comunque l'Up ha tenuto a sottolineare come un barile di Brent, rispetto ai minimi di gennaio «è cresciuto mediamente di 16 dollari/barile; quello dei prodotti raffinati scambiati sui mercati internazionali di oltre 12 centesimi euro/litro. Nello stesso periodo di tempo, il prezzo industriale della benzina (al netto delle tasse) è aumentato mediamente di 8,6 centesimi euro/litro, mentre quello del gasolio di 8,5 centesimi».

LA DISCESA DEI PREZZI DEL PETROLIO E L'EFFETTO ALLA POMPA - Inoltre l'associazione dei venditori di carburanti ha ricordato che rispetto ad un anno fa, nel mese di febbraio i prezzi medi industriali (al netto delle tasse) sia della benzina che del gasolio «sono risultati inferiori di circa 18 centesimi, a fronte di variazioni sui mercati internazionali intorno ai 15 centesimi». Dall'inizio dell'anno poi secondo la Up è risultato in calo anche la differenza con i prezzi medi europei che in media è attualmente intorno a 1,8 centesimi per la benzina e 1,2 centesimi per il gasolio (media 2014 circa 2 centesimi). Variazioni che «dimostrano la linearità degli andamenti dei prezzi dei carburanti rispetto alle tendenze internazionali sia nelle fasi di discesa che di aumento», ha concluso l'associazione. Sei mesi fa, ad agosto del 2014 il prezzo medio della verde era di 1,749 euro per litro, mentre quello del gasolio era di 1,621. Allora il petrolio era quotato 104,86 dollari al barile il Brent e 92,56 il Wti. Il prezzo della benzina è sceso a 1,709 nel mese di ottobre, per poi diminuire a 1,652 a novembre e a 1,585 a dicembre. Anche il gasolio è sceso sotto gli 1,6 a ottobre (1,593) per poi proseguire il calo a 1,553 a novembre e a 1,493 a dicembre.