15 ottobre 2019
Aggiornato 18:00
Nel 2014 il comparto ha visto una contrazione del 76% della potenza installata

Dalla Basilicata un soffio di speranza per l'eolico italiano

E' partito il cantiere per la realizzazione di un parco da 8 megawatt nei comuni di Barile e Venosa, in Provincia di Potenza. L'impianto è di proprietà di Enel green power che ha investito 11 milioni di euro nel progetto

POTENZA - E' partito il cantiere per la realizzazione di un parco eolico da 8 megawatt nei comuni di Barile e Venosa, in Provincia di Potenza, in Basilicata. L'impianto è di proprietà di Enel green power che ha investito 11 milioni di euro nel progetto.

ENERGIA PER 1800 FAMIGLIE - Una volta terminato sarà in grado di generare fino a oltre 22 gigawatt ora all'anno, equivalenti al fabbisogno di consumo di circa 1.800 famiglie italiane, evitando così l'emissione in atmosfera di quasi 9 mila tonnellate di CO2 all'anno. La società ha spiegato che il parco sorgerà vicino a quello di Potenza-Pietragalla, già in esercizio dal 2012, che con una capacità installata di 18 megawatt, è in grado di produrre oltre 39 milioni di kilowatt ora l'anno. L'impianto godrà per i prossimi 20 anni di una tariffa incentivata che Enel si è aggiudicata attraverso la partecipazione all'asta dedicata del 2014.

LA CRISI DELL'EOLICO ITALIANO - Un segnale positivo per il settore dell'eolico italiano, che l'anno scorso ha visto crollare le installazioni del 76 per cento (107 megawatt di potenza installata) rispetto al 2013, secondo i dati dell'Associazione nazionale energia del vento (Anev). Tale contrazione avrebbe provocato la perdita di circa 7mila posti di lavoro, che stando alle stime dell’associazione dei produttori di energia eolica sarebbero passati dai 37mila stimati del 2012 ai 30mila del 2014. Secondo Anev, a causare tale situazione di difficoltà sarebbero le politiche normative, considerate penalizzanti per il settore. Fra queste la peggiore sarebbe stata l’introduzione delle aste al ribasso per assegnare gli incentivi. Proprio questa legge avrebbe già provocato un grave danno nel 2013, quando la capacità installata era pari a 450 megawatt, contro i mille 200 dei dodici mesi precedenti.

LA SITUAZIONE IN EUROPA - In Europa invece tira tutta un'altra aria. Lo scorso anno, secondo i dati diffusi dall'European Wind Energy Association (Ewea), l'eolico avrebbe sorpassato in numero di installazioni sia gli impianti a carbone (3,3 gigawatt) che quelli a gas (2,3 gigawatt), per un totale di 11,8 gigawatt di nuova capacità installata (il 43,7% del totale). A primeggiare nel Vecchio continente la Germania, con installazioni per 5,2 gigawatt, seguita dal Regno Unito (1,7 gigawatt), dalla Svezia (1,05 gigawatt) e dalla Francia (1,04 gigawatt).