19 novembre 2019
Aggiornato 14:30
Terzo trimestre d'oltreoceano meglio delle previsioni

USA, l'economia vola

Pil in aumento per gi Stati Uniti: +3,9% nel terzo trimestre, rispetto a un previsto 3,3%. La tendenza positiva sembra confermare le previsioni ottimistiche degli analisti, e mostra un'economia poggiata su basi solide

NEW YORK - Nel terzo trimestre il prodotto interno americano ha segnato un aumento del 3,9%, percentuale rivista al rialzo dal 3,5% della prima stima. Il dato è migliore delle previsioni degli analisti, che attendevano un aumento del 3,3%. E' quanto emerge dalla revisione intermedia del dato diffuso dal dipartimento al Commercio americano. La stima finale arriverà il mese prossimo. Nel secondo trimestre il Pil era cresciuto del 4,6%, dopo la contrazione del 2,1% del primo trimestre. Nell'intero 2012 la crescita era stata del 2,2%.

FONDAMENTO SOLIDO DELL'ECONOMIA USA - La revisione al rialzo del Pil sottolinea che l'economia americana poggia su fondamenta solide, nonostante le crescenti incertezze della congiuntura globale. Negli ultimi due trimestri la crescita media è stata del 4,2%, la serie semestrale migliore dalla metà del 2003. Questo sembra confermare le previsioni degli analisti secondo cui nel secondo trimestre l'economia americana ritroverà slancio per chiudere il 2014 in rialzo superiore al 2%. La Fed prevede un rialzo tra il 2 e il 2,2% (rivisto al ribasso dal 2,1-2,3% precedente).

PIÙ CONSUMI E INVESTIMENTI AZIENDALI IN APPARECCHIATURE - L'economia americana aumenta ora a passo veloce grazie a una crescita più rapida del previsto dei consumi e degli investimenti aziendali in apparecchiature (da +7,2 a +10,7%). Questo ha bilanciato le preoccupazioni sul possibile impatto negativo del rallentamento internazionale e sulla revisione al ribasso dei dati sulle esportazioni (+4,9%, contro il precedente +7,8%). Le importazioni, che incidono in negativo sulla crescita economica, sono calate dello 0,7%, mentre la lettura preliminare parlava di un -1,7%. Complessivamente, gli scambi commerciali hanno aggiunto 0,78 punti percentuali alla crescita del terzo trimestre (meno degli 1,32 punti della prima stima). Il dato offre il primo spaccato sui profitti aziendali del terzo trimestre. Gli utili al netto delle tasse, escludendo le valutazioni sulle scorte e gli aggiustamenti patrimoniali, sono saliti dell'1,7% rispetto al secondo trimestre e del 3,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Le spese per consumi sono cresciute del 2,2%, più dell'1,8% della stima preliminare, ma meno del +2,5% dei tre mesi precedenti. Le variazioni delle scorte private hanno pesato per 0,12 punti percentuali sulla crescita, meno degli 0,57 punti della prima stima. Le vendite finali reali, che escludono le variazioni delle scorte, sono cresciute del 4,1%, dopo il +3,2% del secondo trimestre. Le spese per costruzioni residenziali sono salite del 2,7% e sono aumentate anche le spese del Governo. In particolare, le spese per la difesa sono aumentate del 16%.

MA A NOVEMBRE CALA LA FIDUCIA DEI CONSUMATORI - Consumatori americani meno fiduciosi a novembre. L'indice redatto mensilmente dal Conference Board, gruppo di ricerca privato, si è attestato in calo dopo il rialzo del mese precedente. Il dato è arrivato a quota 88,7 punti dai 94,1 punti di ottobre (dato rivisto da 94,5) e al di sotto delle previsioni degli analisti, che attendevano quota 96,5. La componente che misura le aspettative nell'arco dei prossimi sei mesi è calata da 93,8 a 87 punti. Quella sulla situazione attuale è diminuita da 94,4 a 91,3 punti. «La fiducia dei consumatori a novembre ha ritracciato soprattutto per un calo dell'ottimismo nell'outlook di breve termine», ha detto Lynn Franco, responsabile dell'indice. «Tuttavia le aspettative sui redditi sono rimasti fermi e i prezzi dei carburanti restano bassi, cosa che potrebbe spingere le vendite natalizie».