3 aprile 2020
Aggiornato 22:30
La legge di stabilità sfora solo dello 0,1%

Padoan: sui conti sfidiamo l'Europa

A poche ore dal varo della Legge di stabilità, arriva un'importante conferma dal ministro dell'Economia Padoan: come già preannunciato dal premier, Matteo Renzi, la correzione del deficit strutturale resta dello 0,1%. Il ministro sfida l'UE e rilancia per nuove trattative con Bruxelles.

ROMA - A poche ore dal varo della Legge di stabilità, arriva un'importante conferma dal ministro dell'Economia Padoan: come già preannunciato dal premier, Matteo Renzi, la correzione del deficit strutturale resta dello 0,1%. Il ministro sfida l'UE e rilancia per nuove trattative con Bruxelles.   

A RISCHIO BOCCIATURA - Le regole dell'UE prevedevano una correzione dello 0,5%, ma l'Italia ne ha confermato una dello 0,1%. Ora il testo passerà in Commissione, e il rischio è quello della bocciatura. Il realtà, il rischio che Bruxelles respinga i numeri italiani è concreto. Tanto che veniamo definiti "i bambini capricciosi dell'UE" dal presidente della Bundesbank tedesca. Tuttavioa, la strada è tracciata e l'Italia non farà passi indietro rispetto a quanto prospettato nel DEF. Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, alla fine della riunione dell'Ecofin, conferma la linea degli ultimi tempi e allenta il percorso di rientro dell'Italia verso il pareggio strutturale di bilancio, rimandato al 2017. Una licenza, rispetto al cronoprogramma indicato dall'Europa, dettata dalla congiuntura economica negativa e dalla necessità di ridare fiato all'economia italiana.

PADOAN: RISPETTEREMO IL PILASTRO DEL 3% - Se ad aprile, quando vennero assunti gli impegni di consolidamento, "la previsione di crescita era l'1,1% più alta di quanto abbiamo oggi per il 2015, oggi invece il contesto macroeconomico si è altamente deteriorato", di qui la necessità di rivedere le stime, secondo Padoan. Ma il ministro dell'Economia si dice fiducioso: «perchè le nostre relazioni con la Ue sono molto costruttive, usiamo la flessibilità nelle regole e abbiamo un dialogo aperto con la Commissione".  Intanto, il ministro ribadisce che l'Italia è tra i pochi paesi del vecchio continente a rispettare il "pilastro" del limite al 3% del rapporto tra deficit effettivo e Prodotto: «Il limite del 3% sarà rispettato, staremo sotto e andremo avanti con il consolidamento strutturale", rivendica ancora oggi  Padoan.

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