20 gennaio 2021
Aggiornato 08:00
Jobs Act

Poletti: ci sarà solo l'indennizzo

Per i licenziamenti economici non ci sarà più la possibilità del reintegro nel posto di lavoro, ma solo un indennizzo economico che dovrà essere «certo e crescente con l'anzianità«. Ad affermarlo il ministro del Welfare, Giuliano Poletti, nel discorso consegnato agli atti del senato sul Jobs act.

ROMA - Per i licenziamenti economici non ci sarà più la possibilità del reintegro nel posto di lavoro, ma solo un indennizzo economico che dovrà essere «certo e crescente con l'anzianità». Ad affermarlo il ministro del Welfare, Giuliano Poletti, nel discorso consegnato agli atti del senato sul Jobs act.

POLETTI: NO AL REINTEGRO, SI ALL'INDENNIZZO - «Per semplificare, superare elementi di incertezza e discrezionalità, per ridurre il ricorso ai procedimenti giudiziari - afferma Poletti - nella predisposizione del decreto delegato relativo al contratto a tutele crescenti, e quindi per le nuove assunzioni, il Governo intende modificare il regime del reintegro così come previsto dall'art. 18, modificato dalla legge n. 92/2012, eliminandolo per i licenziamenti economici e sostituendolo con un indennizzo economico certo e crescente con l'anzianità».

REINTEGRO SOLO PER PROVVEDIMENTI DISCRIMINATORI - «La possibilità del reintegro dopo un licenziamento ci sarà solo per i licenziamenti discriminatori o per violazioni gravi sui disciplinari. Ad affermarlo il ministro del Welfare, Giuliano Poletti, nel discorso consegnato agli atti del senato sul Jobs act. La possibilità del reintegro» - ha detto Poletti - «sarà prevista per i licenziamenti discriminatori e per quelli ingiustificati di natura disciplinare particolarmente gravi, previa qualificazione specifica della fattispecie».

BRUNETTA: RENZI E' NEL CAOS - «Il governo Renzi e la sua maggioranza sono nel caos più totale. In queste ore, mentre al Senato è ancora in corso il dibattito sulla fiducia, si stanno scontrando in modo paradossale le diverse anime all'interno del Pd e della maggioranza», lo dichiara in una nota Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia. "Maurizio Sacconi, presidente della Commissione Lavoro, esponente di spicco di Ncd in maggioranza, dice di avere vinto, e il testo del maxiemendamento sembra dargli ragione. La minoranza Pd strilla per il tradimento del voto in direzione, ma - sottolinea - sembra non avere il coraggio di votare contro il provvedimento in Aula al Senato, minacciando revisioni quando la delega passerà alla Camera».

E' UNA SITUAZIONE GROTTESCA - «Il risultato di tutto questo caos - insiste Brunetta - è un inaccettabile compromesso, fatto di detto e non detto, di rinvii, di furberie lessicali e di ambiguità, per tenere insieme il diavolo e l'acqua santa. E per darla a bere a un inutile vertice informale che si sta stancamente chiudendo a Milano. Siamo di fronte - dice ancora - a una situazione grottesca, fatta tutta di annunci, compromessi e inganni. L'esatto contrario del riformismo di cui ha bisogno il nostro paese. Con gli ineffabili Barroso e Schultz a lodare il nulla, che non hanno ovviamente letto, come, d'altronde, avevano lodato il nulla di Monti e Fornero. Ci sarebbe da ridere, se la situazione non fosse drammaticamente seria e da piangere. Certamente - conclude il capogruppo di Fi - i mercati finanziari e gli investitori, nazionali e internazionali, non berranno questa ignobile pantomima. La subiranno, purtroppo, i nostri giovani».