28 marzo 2020
Aggiornato 19:30
Dati OCSE

Area Euro, pil in frenata

Se da un lato i dati delle maggiori economie mondiali sembrano registrare una ripresa e un'accelerazione della crescita, dall'altro nell'eurozona i dati confermano una rigida battuta d'arresto. E l'Italia è l'unico paese europeo con una crescita annua negativa da tutto il 2012.

ROMA - Crescita economica in accelerazione, in media nelle maggiori economie globali, con un più 0,8 per cento del Pil del G20 sul secondo trimestre, ma come non mai con dinamiche divergenti tra Paesi e aree economiche. A fronte dei rafforzamenti registrati da Stati Uniti, Cina e altri paesi emergenti, la crescita ha subito una battuta d'arresto nell'area euro, con cali in diversi paesi, tra cui l'Italia (-0,2%) e una caduta significativa in Giappone (-1,8% anche a riflesso dell'aumento dell'Iva). I progressi su base congiunturale più significativi si sono registrati in Cina (+2%), Usa (+1%), Messico (+1%) e Canada (+0,8%). Oltre che nell'area euro la crescita è rimasta piatta anche in Francia, mentre la Germania ha registrato un calo analogo a quello dell'Italia (-0,2%).

PIL 2013: CALO ANNUALIZZATO PER L'ITALIA - Guardando al confronto su base annua, infine, il dato medio del G20 ha segnalato una decelerazione della crescita al più 3,2 per cento, dal più 3,4 per cento del secondo trimestre 2013. L'Italia è uno dei due soli casi di calo annualizzato, con un meno 0,2 per cento assieme al meno 0,8 per cento del Brasile.

TERZA RECESSIONE PER IL BELPAESE - Va poi segnalato che l'Italia, nelle serie storiche fornite dall'Ocse, è l'unico paese che dal 2012 ad oggi registri una serie ininterrotta di contrazioni sulla crescita annua trimestre per trimestre. E il calo congiunturale del secondo trimestre segue una flessione dello 0,1 per cento già occorsa nei primi tre mesi dell'anno, con cui la Penisola sembra ricaduta per la terza volta in recessione nel periodo iniziato con la crisi globale del 2007-2008.

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