26 settembre 2022
Aggiornato 20:30
Pubblica Amministrazione

Cgil: Riforma P.A. deludente

Secondo il sindacato guidato da Susanna Camusso «non vi sono norme che semplifichino effettivamente l'accesso ai servizi pubblici e riducano il carico burocratico per i fruitori delle pubbliche amministrazioni. Andrà valutato se invece qualche beneficio sia stato previsto per le sole imprese».

ROMA - Bocciatura dalla Cgil della riforma della pubblica amministrazione approvata ieri dal consiglio dei ministri. «Si era e si continua ancora a parlare di una riforma per i cittadini - scrive la Cgil - ma nel decreto legge non si intravvede alcuna misura che possa favorire realmente il rapporto tra i cittadini e le pubbliche amministrazioni».

Secondo il sindacato guidato da Susanna Camusso «non vi sono norme che semplifichino effettivamente l'accesso ai servizi pubblici e riducano il carico burocratico per i fruitori delle pubbliche amministrazioni. Andrà valutato se invece qualche beneficio sia stato previsto per le sole imprese».

Per la Cgil, «se questo è il provvedimento non vi può che essere delusione e sconcerto per una riforma annunciata come epocale, ma che vedrà forse la sua attuazione in un tempo più lungo, quando si chiarirà quali siano le linee che il Governo vorrà assumere, visto che il disegno di legge con il quale si dovrebbe procedere alla riorganizzazione è una sorta di delega in bianco». Insomma «la riorganizzazione ancora una volta viene annunciata, ma viene rinviata ad un tempo futuro e a contenuti che si capiranno in seguito».

In ogni caso lo stesso disegno di legge, secondo il sindacato di Corso Italia, «manca di quel coraggio innovativo molto annunciato e fino ad oggi poco attuato, anche nello stesso decreto legge. Alcune innovazioni contenute nel decreto legge vanno poi ben capite per gli effetti che produrranno in materie sensibili (edilizia; ambiente) o per l'incremento delle tariffe , come nel caso del bollo auto».

«Le parole qualità ed accessibilità e reale trasparenza non compaiono mai. Ciò è tanto più grave nel momento nel quale la risposta alla corruzione dilagante non può certo esaurirsi nel pur positivo provvedimento che riguarda l'autorità anticorruzione», scrive la Cgil. «Analogo incerto effetto non c'è sul lavoro pubblico. Risulta chiaro come anche con questo provvedimento si continui ad identificare la P.A. da riformare con il lavoro pubblico da colpire - rileva il sindacato - e il provvedimento fin qui conosciuto è pieno di norme che colpiscono il lavoro pubblico e delineano un inquietante disegno di subordinazione della dirigenza pubblica. Altro che riforma della dirigenza».