31 marzo 2020
Aggiornato 05:00
Agricoltura

La discesa dei prezzi all'origine mette in crisi gli agricoltori

E' il commento della Cia ai dati Istat sull'indice dei prezzi dei prodotti agricoli. Nei primi mesi del 2014, prosegue la Cia, si allenta la morsa dei costi agricoli, ma non abbastanza da compensare la contestuale flessione dei listini praticati sui campi.

ROMA - Nel primo trimestre, l'indice dei prezzi dei prodotti acquistati dagli agricoltori aumenta dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e diminuisce dell'1,1% rispetto allo stesso periodo del 2013. A livello mensile, rispetto allo stesso periodo del 2013, per i prezzi di acquisto la flessione tendenziale iniziata nei mesi precedenti si attenua, passando dall'1,3% di gennaio allo 0,8% di marzo. Lo comunica l'Istat. Tra i prodotti acquistati, i prezzi dei beni e servizi intermedi aumentano dello 0,9% rispetto al trimestre precedente e diminuiscono dell'1,7% rispetto allo stesso periodo del 2013; quelli dei beni di investimento segnano un incremento congiunturale dello 0,4% e tendenziale dell'0,7%. Nel primo trimestre del 2014, l'indice dei prezzi dei prodotti venduti dagli agricoltori diminuisce dello 0,7% sul trimestre precedente e del 2,3% rispetto allo stesso trimestre del 2013. Nel corso del trimestre, rispetto allo stesso periodo del 2013, si accentua la flessione degli indici mensili dei prezzi dei prodotti venduti, che segnano una diminuzione dell'1,1% a gennaio, del 4,4% a febbraio e del 2,3% a marzo. Nel primo trimestre, fra i prodotti venduti dagli agricoltori, i prezzi dei prodotti vegetali registrano su base tendenziale una diminuzione del 4,8%; gli animali e prodotti da animali registrano un incremento dello 0,8%.

CIA: UNA DEBACLE - «Anche se si attenua la morsa dei costi di produzione, gli agricoltori continuano a subire la discesa dei listini all'origine. Ma così le aziende non possono andare avanti, c'è bisogno di misure ad hoc per far fronte alle criticità». E' il commento della Cia ai dati Istat sull'indice dei prezzi dei prodotti agricoli.
Nei primi mesi del 2014, prosegue la Cia, si allenta la morsa dei costi agricoli, ma non abbastanza da compensare la contestuale flessione dei listini praticati sui campi. Torna, dunque, ad ampliarsi il divario tra i prezzi corrisposti agli agricoltori e i costi da loro sostenuti, erodendo i margini di redditività delle imprese del settore primario, che già lottano con la crisi e il calo dei consumi interni. Tra gennaio e marzo, infatti, i costi produttivi del settore calano dell'1,1 per cento tendenziale - sottolinea la Cia - ma tornano a salire dello 0,7 per cento rispetto all'ultimo trimestre del 2013, con incrementi sostanziali ad esempio per gli antiparassitari (+2,5 per cento). Nello stesso periodo i prezzi agricoli, invece, subiscono una doppia «debacle» con una riduzione del 2,3 per cento tendenziale e dello 0,7 per cento congiunturale. In particolare, tra i prodotti venduti dagli agricoltori, registrano veri e propri crolli i prezzi di cereali (-11,2 per cento), la frutta (-8,9 per cento), l'olio d'oliva (-7,1 per cento) e il vino (-7,6 per cento).

SERVONO MISURE AD HOC - Ma il problema non riguarda solo questi mesi, è da tempo che l'agricoltura vede ridursi la sua partecipazione agli utili di filiera, a vantaggio degli operatori più a valle come il sistema distributivo: secondo una recente analisi di Ismea, infatti, su 100 euro di spesa in prodotti agricoli freschi, solo 1,8 euro, al netto di salari e ammortamenti, rimangono nelle tasche dei produttori. E' chiaro, quindi, che questi problemi atavici, uniti alla «zavorra» dei costi produttivi, mettono in crisi le imprese agricole, che fanno fatica ad andare avanti, soffocano il loro potenziale e spesso non riescono a investire, a innovarsi. Eppure restano sul mercato e, stringendo i denti, continuano a creare occupazione. Per questo oggi servono precise strategie per far fronte alle criticità. Per questo oggi - conclude la Cia - la politica deve impegnarsi sul serio per il settore, mettendo in campo misure «ad hoc» per la crescita in agricoltura.

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