31 ottobre 2020
Aggiornato 11:00
Auto

C’erano una volta gli Alfisti. E ci sono ancora

Un lettore racconta la sua passione per le vecchie Alfa, soprattutto per la Giulia del padre, con la speranza che la nuova generazione annunciata dal Gruppo FCA tragga ispirazione da quei fantastici modelli anni ’60 e ’70

Pubblichiamo con piacere una lettera arrivata alla nostra Redazione Motori del DiariodelWeb.it da Giorgio, un lettore appassionato, soprattutto per le care vecchie Alfa Romeo di una volta. L’annuncio del Gruppo FCA di Marchionne di riportare la Casa del Biscione ai fasti di una volta ha entusiasmato tutti i grandi Alfisti, non solo italiani, sparsi per il mondo. Soprattutto coloro che hanno vissuto quel ruggente ventennio a cavallo tra gli anni sessanta e settanta, quando le Alfa erano auto a trazione posteriore, potenti e belle da perderci davvero la testa. Proprio come ci racconta Giorgio.

«Giorgio tieni, le chiavi della Giulia. Stasera la puoi prendere». Le parole di mio padre mi lasciarono di stucco: la Giulia! Mi dava la Giulia per uscire con la mia ragazza! Era la prima volta. E sarebbe stata anche l'ultima.... La Giulia! Che macchina. Me la ricordo come se fosse ieri, anche se era il 1973. Era verde, di un verde che non si può descrivere. I sedili di panno soffice e corposo al tempo stesso. Il volante in legno. Gli strumenti circolari. La leva del cambio... e l'odore... Quell’ odore irripetibile che solo le Alfa avevano. Un misto di lusso, qualità, potenza. Già, la potenza delle Alfa. Solo chi l'ha avuta sotto il piede destro può capire cosa voglio dire. Schiacciavi e ti sentivi un bel calcio nel sedere. Partivi come una scheggia, con quelle ruote motrici posteriori che ti spedivano in orbita, ma non c'era timore perché la tenuta di strada era forse la cosa migliore delle Alfa. Dopo il motore, naturalmente! E se poi ti eri spinto al di là del tuo limite, bastava attaccarsi ai freni e tutto si risolveva. I freni: potenti, resistenti, progressivi, facili da dosare. Che sogno guidare un'Alfa!!!! Ma quelle vere. Quelle degli anni ‘60 e ‘70. La Duemilaessei; la Giulia; la Giulietta; le GT; le Spider. Mica le schifezze degli ultimi vent'anni. (Unica eccezione la 33 Sportwagon Quadrifoglio Verde, con il motore con i due carburatori doppio corpo. Quello sì era ancora un motore con l'anima delle vere Alfa Romeo).
Leggo ora che il Gruppo FCA intende rilanciare alla grande il marchio Alfa Romeo. Magari!! Ma per favore, se lo farete, fatelo per bene: ridateci le vere Alfa, quelle con il cuore e lo spirito Alfa Romeo. Non ingannate più i vecchi Alfisti come me con le baggianate che ci sono state rifilate negli anni: meglio che l'Alfa Romeo rimanga un ricordo di piaceri passati che affondare di nuovo nella tristezza e lo squallore di una finta Alfa.
A proposito di piaceri passati. Forse vi state chiedendo perché la prima volta che presi la Giulia del babbo fu anche l'ultima. Ecco, ero talmente emozionato di avere la Giulia tra le mani, ed avevo anche talmente tanta paura di sfasciarla, che quella sera la mia attenzione fu tutta per Giulia e non per... scusate se non faccio nomi.... al punto che lei mi disse di lasciare stare la Giulia e tornare alla cinquepiotte (Fiat 500, n.d.r.) di mia madre, dove si stava stretti ma non c'erano inibizioni.

Giorgio B.