18 novembre 2019
Aggiornato 01:30
Auto

Gruppo FCA, obiettivo fissato a 7 milioni di vetture prodotte all'anno entro il 2018

Un piano da 55 miliardi di investimenti, 5 dei quali destinati alla sola Alfa Romeo che realizzerà 8 nuovi modelli nei prossimi cinque anni, tutti prodotti in Italia

Era attesa come una grande rivoluzione, ma forse non così grande. Se i volumi di vendita previsti dal neonato Gruppo FCA da qui al 2018 dovessero davvero raggiungere i 6/7 milioni di vetture prodotte all'anno (nel 2013 si sono attestati sui 4,2 milioni), questo porterebbe il Gruppo a competere con i grandi colossi automobilistici. Per riuscirci il piano prevede investimenti per 55 miliardi. La vera sfida sarà proprio quella di convincere gli investitori della fattibilità di questo cambio di direzione dimostrando che le risorse per supportarlo sono davvero alla portata del Gruppo. «Stavolta non si apre un nuovo capitolo della nostra storia, siamo qui per scrivere un libro interamente nuovo» sono state le prime parole dell'ad Marchionne dal palco del quartier generale di Auburn Hills, il più grande edificio di uffici del mondo dopo il Pentagono. «C’è un mondo nel quale le persone non lasciano che le cose accadano. Le fanno accadere, non lasciano i sogni fuori dalla porta, si assumono rischi, lasciano il segno. E’ il nostro mondo».

JEEP - Un piano di rilancio decisamente ambizioso, soprattutto per quanto riguarda il marchio Jeep che, nelle intenzioni, dovrà diventare leader mondiale del settore Suv e Fuoristrada portando la produzione dai 730 mila veicoli dello scorso anno ai quasi 2 milioni nel 2018 (un aumento del 160%), di cui 900 mila dovranno essere le vetture vendute fuori dai confini degli Stati Uniti. Per raggiungere questo obiettivo, per la prima volta le Jeep saranno prodotte anche all'estero. Melfi sfornerà 200 mila Renegade all'anno e altri tre nuovi modelli saranno prodotti in Cina. In tutto gli stabilimenti passeranno da 4 a 10, dislocati in sei Paesi.

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CHRYSLER E LANCIA - Più difficile forse la sfida del marchio Chrysler che sarà chiamato a triplicare quasi le sue vendite a livello globale passando da 350 mila a 800 mila auto vendute. Ma per farlo dovrà diventare più generalista per competere soprattutto con le giapponesi Honda e Toyota e la coreana Hyundai. I nuovi modelli continueranno presumibilmente a circolare sulle nostre strade brandizzati Lancia. L’ex marchio di lusso italiano non scomparirà del tutto ma continuerà a sopravvivere solo per il mercato italiano. Un vero peccato.

ALFA ROMEO - Un ruolo di primissimo piano all'interno del Gruppo FCA lo avranno invece gli altri marchi italiani. Quello che più degli altri cambierà pelle sarà quello dell'Alfa Romeo che diventerà un marchio premium e rivoluzionerà la propria gamma con addirittura 8 nuovi modelli entro il 2018. Modelli che dovranno generare un volume di vendite non inferiore alle 400 mila unità a fronte delle sole 74 mila attuali, e che saranno prodotti esclusivamente in Italia (si parla di 5 miliardi di euro di investimenti). Per attaccare frontalmente le tedesche Audi e Bmw, monteranno sotto il cofano anche propulsori a 4 e 6 cilindri di derivazione Ferrari e Maserati con potenze da 150 a 500 cavalli.

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FIAT - Quanto alla Fiat, le previsioni parlano di un aumento più contenuto, da 1,5 a 1,9 milioni di vetture vendute nel mondo, con l'incremento più significativo che riguarda i mercati asiatici dove le unità vendute dovranno passare da 70 a 300 mila. Negli Usa si punterà soprattutto sui modelli 500, considerati very cool, che dovranno alzare l'asticella dalle 50 mila unità attuali alle 100 mila nel 2018. Tanti i nuovi modelli attesi nei prossimi cinque anni, soprattutto in Europa dove saranno ben 8, senza contare quelli destinati esclusivamente a India e Sud America.

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MASERATI - Pioggia di novità anche per i due fiori all'occhiello: Maserati e Ferrari. La prima, in particolare, è sempre più strategica per il Gruppo che conta di portare le vendite dalle attuali 15 mila alle 75 mila annue, grazie soprattutto ai 4 nuovi modelli che faranno presto il loro debutto, tra cui un suv che sarà lanciato già il prossimo anno.

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FERRARI - Quanto alla Casa del Cavallino rampante, invece, Marchionne ha spiazzato tutti annunciando un nuovo modello all'anno per i prossimi cinque e ribadendo il concetto più importante di tutti «La Ferrari non è in vendita». E ai broker che avevano stimato il valore del marchio tra i 3,3 e i 5,4 miliardi, ha voluto lanciare un messaggio molto chiaro: «Sono anni che cercate di sparare un valore commerciale della Ferrari, ora vi dico io quanto vale. Una valutazione base è un multiplo di 9 del nostro fatturato annuale. Non intendiamo produrre più di 7.000 vetture l'anno al momento, ma stiamo esaminando la possibilità di portare il volume a 10.000 e a questo volume il valore dell'azienda aumenta di un miliardo di euro. Vi parlo del valore della Ferrari - ha concluso Marchionne - perché è fondamentale nella valutazione del Gruppo FCA. Anche se non decideremo mai di monetizzarla, è un gioiello che è parte integrante della nostra corona».