2 ottobre 2022
Aggiornato 14:00
Mercato del credito

Si è quasi arrestato l'inasprimento del credito nell'area euro

Per quanto riguarda il credito bancario alle famiglie, la tendenza si è pure invertita sulla componente più rilevante: i mutui per l'acquisto di casa. Qui la quota netta di banche che riferisce inasprimenti è diventata negativa, meno 1 per cento dal più 3 per cento del terzo trimestre

FRANCOFORTE - Si è quasi arrestato l'inasprimento del credito nell'area euro. O almeno secondo l'indagine periodica della Bce, che sull'ultimo trimestre del 2013 segnala una quota netta di banche che ha riferito criteri più stringenti per la concessione di prestiti alle imprese calata al 2 per cento, dal 5 per cento dei tre mesi precedenti.

BENE I MUTUI PER LA CASA - Per quanto riguarda il credito bancario alle famiglie, la tendenza si è pure invertita sulla componente più rilevante: i mutui per l'acquisto di casa. Qui la quota netta di banche che riferisce inasprimenti è diventata negativa, meno 1 per cento dal più 3 per cento del terzo trimestre. In pratica ora sono maggioritari gli istituti che riferiscono ammorbidimenti dei parametri per la concessione di mutui.
Per il credito al consumo la quota netta di banche che ha riportato inasprimenti è rimasta invariata al 2 per cento. Infine, la Bce riferisce che per l'inizio dell'anno le banche prevedono ulteriori miglioramenti.
Tuttavia non sono univoci i dati giunti su questo versante nelle ultime settimane. Quelli odierni sono confortanti rispetto alle indicazioni invece più allarmistiche giunte ieri, sempre dalla Bce, sul rapporto mensile del credito effettivamente erogato. Ha mostrato che nel finale di 2013 le flessioni che vanno avanti da mesi sono proseguite, mentre il generale aggregato monetario M3 ha segnato un indebolimento.
Sempre oggi segnali incoraggianti sono giunti anche dall'indagine della Commissione europea sul generale clima di fiducia nell'area euro: a gennaio è risalito ai massimi dal luglio 2011.

BOND INTESA SANPAOLO - Intesa Sanpaolo ha lanciato un'emissione di obbligazioni bancarie garantite (obg) per 1,25 miliardi di euro destinata ai mercati istituzionali. «Si tratta - afferma la banca - di una Obg a tasso fisso a 12 anni emessa a valere sul programma di emissione di 20 miliardi di euro assistito in massima parte da mutui ipotecari residenziali e commerciali ceduti da Intesa Sanpaolo».
La cedola del 3,25%, spiega l'istituto di credito, «è pagabile in via posticipata il 10 febbraio di ogni anno. Il prezzo di riofferta è stato fissato in 99,892%. Tenuto conto del prezzo di riofferta, il rendimento a scadenza è 3,261% annuo. Lo spread totale per l'investitore è pari al tasso mid swap +108 punti base, 73 punti base sotto il Btp di pari scadenza».
La data di regolamento sarà il 10 febbraio. I tagli minimi dell'emissione «sono di 100mila euro e multipli. Il titolo non è destinato al mercato retail ma a investitori professionali e a intermediari finanziari e sarà quotato alla Borsa di Lussemburgo, oltre che nel consueto mercato over-the-counter». I capofila incaricati della distribuzione del titolo sono Banca Imi, Barclays, Hsbc, Societè Generale e Unicredit.