27 febbraio 2020
Aggiornato 19:00
Automotive | La sfida FIAT

Angeletti: «FIAT-Chrysler? Conta ciò che si decide, non dove»

Il leader della UIL: «Ora partire con produrre nuovi modelli a Mirafiori e Cassino». Bonanni: «Acquisto 100% Chrysler da Fiat è un grande successo». Landini: «Entro gennaio Letta convochi Fiat e sindacati». Bombassei: «Una lezione per tutti »

MILANO - «Quando si parla di Fiat molti italiani sembrano avere la testa fuori dalla storia, si affronta la vicenda Fiat come nessun'altra vicenda delle imprese italiane, è la Fiat che ha comprato la Chrysler o sbaglio? E' quello che Marchionne ed Elkann decidono di fare che conta, non dove». E' quanto ha affermato il leader della Uil, Luigi Angeletti, rispondendo, ai microfoni di Radio Anch'io, in merito alla polemica su dove sia oggi la «testa» di Fiat, se in Italia o negli USA.
«Fiat si era già impegnata con noi a produrre nuovi modelli sia a Mirafiori sia a Cassino e questo è esattamente cio che deve fare - ha proseguito Angeletti - Adesso l'operazione Chrysler è conclusa, le risorse non sono un problema, i prodotti ce li hanno, sanno già quale autovetture produrre, quindi si tratta solo di partire».

BONANNI: GRANDE SUCCESSO - L'acquisizione del 100% della Chrysler da parte della Fiat è «un grande successo». Lo ha sottolineato il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, secondo cui «spero che i politici ne parlino di più: non ho visto commenti».
«Si sono salvate - ha aggiunto Bonanni intervenendo a Radio 1 - azienda e produzioni, di Chrysler e Fiat. La Fiat è diventata un'azienda internazionale».

LANDINI: GOVERNO CONVOCHI SINDACATI - «Entro gennaio Letta deve convocare allo stesso tavolo Fiat e i sindacati». A chiederlo è il leader della Fiom, Maurizio Landini, dopo l'operazione che ha portato Fiat a conquistare il 100% di Chrysler. «Nelle prossime settimane il Lingotto deciderà dove mettere la sede, la quotazione, i centri di ricerca e la produzione del gruppo, l'Italia non può stare a guardare - ha spiegato in un'intervista a Repubblica - Ma non basta che un ministro apra un tavolo, è necessario che sia Enrico Letta in persona a prendere l'iniziativa».
«Vedremo il piano ad aprile e quali impegni si assumerà Marchionne per l'Italia - ha aggiunto - Dopo il precedente di Fabbrica Italia ogni sindacalista dovrebbe essere prudente di fronte agli annunci del Lingotto. Con i sindacati americani Marchionne ha preso impegni precisi sulle produzioni, ci aspettiamo che lo faccia anche in Italia».

BOMBASSEI: UNA LEZIONE PER TUTTI - L'operazione Fiat-Chrysler «è una lezione per chi tra politici, sindacalisti e industriali ha delegittimato Sergio Marchionne». Lo ha affermato, in un'intervista al Foglio, il presidente di Scelta Civica Alberto Bombassei. Anche dal punto di vista dell'occupazione «più grande diventa il gruppo e più sono le garanzie non solo per mantenere i posti di lavoro ma per farli crescere, magari anche in Italia», ha spiegato.
«L'approccio del sindacato americano è sempre stato costruttivo a differenza della Fiom, un sindacato antagonista che ormai ha fatto il suo tempo», ha aggiunto Bombassei.