23 ottobre 2021
Aggiornato 00:00
Sicurezza alimentare

L'Italia proverà a sbloccare la normativa Ue sugli Ogm, durante il semestre di presidenza

Il ministro per le Poliiche agricole De Girolamo: «E' giusto che ogni Stato membro decida secondo le proprie indicazioni e secondo le caratteristiche dei prodotti agricoli locali». La nuova direttiva prevede la possibilità di vietare la coltivazione, attivando una nuova clausola di salvaguardia che, al contrario di quella oggi esistente, può essere basata su motivazioni socio-economiche

BRUXELLES - Il ministro delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo, ha annunciato, che il governo cercherà di sbloccare la nuova direttiva sugli Organismi geneticamente modificati (Ogm) durante il semestre di presidenza di turno italiana dell'Ue.

OGNI STATO DEVE DECIDERE - Nel semestre italiano di presidenza Ue il tema della coltivazione degli Ogm «sarà posto all'ordine del giorno, così l'Europa metterà un punto», ha detto De Girolamo al suo arrivo al Consiglio Agricoltura oggi a Bruxelles. «E' giusto che ogni Stato membro decida secondo le proprie indicazioni e secondo le caratteristiche dei prodotti agricoli locali», ha proseguito il ministro.

LA NORMATIVA VIGENTE - La nuova direttiva prevede la possibilità per gli Stati membri di vietare la coltivazione di un nuovo Ogm approvato a livello Ue, attivando una nuova clausola di salvaguardia che, al contrario di quella oggi esistente, può essere basata su motivazioni socio-economiche. Con la normativa attuale, la clausola di salvaguardia può essere attivata dagli Stati solo in base a motivazioni scientifiche (rischi ambientali o per la salute) che sono sottoposte al giudizio dell'Efsa (l'Autorità Ue di sicurezza alimentare di Parma), e che la Commissione può rimettere in discussione (come finora ha sempre fatto), chiedendo la revoca della stessa clausola.
I diversi divieti nazionali oggi esistenti nell'Ue sono restati in vigore perché la Commissione non è mai riuscita a superare l'opposizione alla revoca da parte di una maggioranza qualificata di Stati membri.

ITALIA FRA PRO E CONTRO OGM - Il testo, proposto dalla Commissione europea nel 2010 è rimasto bloccato da allora dall'opposizione dei paesi pro-Ogm, ma anche dall'indecisione tedesca e, incomprensibilmente, dalla contrarietà della Francia. L'Italia, inizialmente contraria sulla scia di Parigi, ha cambiato posizione durante il governo Monti, con il predecessore di De Girolamo, Mario Catania, ed è ora saldamente nel fronte favorevole, coerentemente con la posizione sempre espressa da Roma a favore del diritto degli Stati membri di decidere cosa coltivare e cosa no sul proprio territorio.

DE GIROLAMO, ITALIA NON HA BISOGNO OGM - De Girolamo ha puntualizzato di non essere contraria agli Ogm in linea di principio: «Non ho un pregiudizio culturale e sono per la ricerca. Ma degli Ogm l'Italia non ha bisogno perché - ha osservato - noi siamo tipici e caratteristici. L'omologazione non ci porterebbe vantaggio e per questo ritengo che la produzione di Ogm non sia una risorsa per la produzione italiana».

CAUTELA SU FORCONI - Il ministro delle Politiche agricole ha espresso «cautela» sulla natura del movimento dei forconi, ma anche «rispetto» per le sue motivazioni: «Sulla piazza dei forconi - ha detto il ministro ai giornalisti - ci sono tante persone in condizioni di disagio, ma anche tanto altro che non sappiamo. Io sarei cauta su quella piazza, per una serie di indicazioni che ci arrivano. Bisogna avere rispetto di chi urla e del dolore che vivono le famiglie italiane».