22 maggio 2019
Aggiornato 17:00
Lavoro

Reboani: bisogna agganciare la ripresa a nuovi posti di lavoro

Assolombarda annuncia l’inversione di tendenza: due aziende su tre chiuderanno positivamente il 2013

ROMA - «I dati diffusi oggi dalla Commissione europea, sia pure attesi, certificano che è l'occupazione la grande sfida dei prossimi anni per l'Italia». Il presidente di Italia Lavoro, Paolo Reboani, commenta così le non rosee previsioni economiche autunnali diffuse dalla Commissione Europea. Il pericolo maggiore secondo quanto già ipotizzavano gli studi condotti dagli esperti dell’Agenzia tecnica del Ministero del Lavoro è che nemmeno la ripresa che si scorge all’orizzonte del 2014 sarebbe riuscita a ridare fiato all’occupazione. Ora a peggiorare un clima già plumbeo si sono aggiunte le cifre fornite dalla Commissione Europea che indicano proprio nel prossimo anno la punta estrema della perdita di posti di lavoro.

Italia Lavoro: si deve fare di più
Dobbiamo rassegnarci dunque a tempi più bui di quelli che stiamo vivendo? Il presidente di Italia Lavoro non è di questa opinione. Ricette miracolistiche non se ne intravedono, ma secondo Reboani se si riuscirà ad utilizzare al meglio tutte le leve per l’occupazione forse sarà possibile modificare in senso positivo il pronostico negativo che arriva da Bruxelles.
«Occorre sfruttare al meglio - spiega Reboani - la debole ripresa che si svilupperà nel 2014 aumentando l’intensità occupazionale della nostra economia e creando le condizioni per maggiori opportunità di impiego. È necessario intervenire soprattutto in maniera più forte sul costo del lavoro e in maniera più liberale sulle regole per facilitare le assunzioni».
Insomma il presidente di Italia Lavoro non si lascia andare a improbabili ottimismi, ma lascia aperto uno spiraglio alla prospettiva che una in versione di tendenza in materia di occupazione si possa manifestare più precocemente di quanto la situazione attuale lasci presagire.

L’Assolombarda: l’inversione di tendenza è arrivata
A rendere più tangibili le caute aperture di Paolo Reboani hanno inaspettatamente contribuito alcuni segnali positivi arrivati dall’Assolombarda. L’associazione che raggruppa la stragrande maggioranza delle imprese della Lombardia a sorpresa ha reso noto che due suoi iscritti su tre si aspettano di chiudere bene il 2013, con un fatturato in crescita o in linea con il 2012. Solo sei mesi fa le attese erano molto peggiori, orientate nel 60 per cento dei casi ad una riduzione del fatturato.
» Stiamo ricevendo segnali positivi dalle nostre imprese», ha dichiarato il direttore generale di Assolombarda, Michele Verna, «L'inversione di tendenza - ha aggiunto - sembra, dunque, arrivata. E lo conferma la netta indicazione raccolta tra le imprese circa i motivi che spingono alle richieste di credito in questo momento: finanziare aumenti di fatturato e sostenere gli investimenti sono le indicazioni prevalenti».

L’ Agenzia tecnica del Ministero: agganciare la ripresa al lavoro
Quanto di questa svolta si trasformerà strada facendo in nuovo lavoro? E’ difficile dirlo, ma una cosa è certa la ricaduta sarà sicuramente più lenta e più debole se non si affronterà il problema, soprattutto quello giovanile, con una ottica innovativa, adatta a facilitare e promuovere l’integrazione di chi è in cerca di un posto di lavoro con un mondo produttivo in continua evoluzione.

Paolo Reboani: dobbiamo puntare sulle politiche attive del lavoro
«Non è non più procrastinabile una riforma strutturale delle politiche attive del lavoro in direzione di una maggiore capacità di orientare e reimpiegare il capitale umano», afferma il presidente della’Agenzia tecnica del ministero del Lavoro.
Che cosa significhi agire sulle politiche attive del lavoro l’Agenzia guidata da Reboani recentemente l’ha dimostrato sul campo, siglando un accordo pilota con Farmindusria che prevede, per la prima volta in Italia, un impegno sottoscritto dalla aziende a restare al fianco dei lavoratori in esubero, al fine di facilitarne la riqualificazione e il reinserimento nel sistema produttivo.
«Tutto questo naturalmente - ci tiene poi a concludere il presidente di Italia Lavoro - avendo ben presente che al tempo stesso occorre garantire le adeguate risorse agli ammortizzatori sociali in deroga, che vanno a sostegno di fasce di lavoratori che altrimenti sarebbero esclusi dalle misure di protezione».