24 ottobre 2020
Aggiornato 20:01
Politica monetaria

Draghi vede la crescita: «Ora meno spesa e meno tasse»

Il presidente della Bce: «Il Pil in termini reali è stato positivo nel secondo trimestre, dopo sei trimestri con il segno negativo. La lenta ripresa dovrebbe proseguire nel trimestre in corso nonostante i dati deboli dall'industria»

FRANCOFORTE - L'economia di Eurolandia ha imboccato una lenta ripresa, ha annunciato il presidente della Banca centrale europea (Bce), Mario Draghi.
«La crescita del Pil in termini reali è stata positiva nel secondo trimestre, dopo sei trimestri con il segno negativo», ha spiegato Draghi durante una audizione al parlamento europeo. Indicatori e indagini hanno fatto presagire che «la lenta ripresa dovrebbe proseguire nel trimestre in corso nonostante i dati deboli dall'industria. La disoccupazione resta di gran lunga troppo elevata. La ripresa dovrà attestarsi in maniera più solida».

NESSUNA MODIFICA A TASSI - Per questi motivi la politica monetaria della Bce resterà morbida «finché sarà necessario», ha continua ad assicurare il presidente della Bce. Nella sua ultima riunione «il Consiglio direttivo ha confermato di attendersi che i tassi di interesse di riferimento della Bce rimangano su livelli pari o inferiori a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo», ha specificato Draghi.

MENO SPESA, MENO TASSE - I Paesi dell'area euro, hanno avvertito da Francoforte, non devono «disfare» gli sforzi già compiti sul risanamento dei conti pubblici. Draghi ha ricordato che: «Non dobbiamo dimenticarci delle possibili reazioni avverse dei mercati. E delle reazioni brutali che possono avere in caso di notizie avverse». Quindi dall'Eurotower hanno spiegato che il risanamento dei bilanci pubblici «deve continuare», ma nel portarlo avanti «bisogna farlo in modo da essere favorevoli alla crescita, puntando a meno spesa e meno tasse, con la piena attuazione delle riforme strutturali necessarie».
Nel finale della sua audizione, Draghi ha rimproverato il sistema creditizio.

BANCHE RIFINANZIATE MA NON DANNO CREDITO - I progressi pur «notevoli» che dall'estate 2012 sono stati compiuti sul quadro di finanziamento delle banche «non si sono ancora trasferiti in un maggiore afflusso di credito» all'economia reale, ha rilevato il presidente della Bce. «Le dinamiche del credito restano sommesse. A luglio la crescita dei prestiti al settore privato, e in particolare alle imprese si è indebolita». Questa debolezza sta continuando a riflettere la dinamica del ciclo economico «ma anche gli accresciuti rischi sui creditori e il processo di aggiustamento dei bilanci sia delle banche che delle imprese», ha concluso Draghi.