18 luglio 2019
Aggiornato 07:30
Editoria USA

Bezos compra il Washington Post

Il fondatore e AD di Amazon, Jeffrey Bezos sarà il nuovo proprietario del Washington Post, il più importante quotidiano di Dc, uno dei più letti d'America. Ad annunciarlo è lo stesso Washington Post, sottolinenado che si tratta di una mossa «improvvisa e scioccante», considerando che «poche persone erano consapevoli che la vendita fosse in corso»

NEW YORK - Il fondatore e amministratore delegato di Amazon, Jeffrey Bezos sarà il nuovo proprietario del Washington Post, il più importante quotidiano di Dc, uno dei più letti d'America. Il gruppo Washington Post ha infatti accettato di vendere il suo principale quotidiano al 49enne Bezos, uno degli uomini più ricchi del Paese, per 250 milioni di dollari. Ad annunciarlo è lo stesso Washington Post, sottolinenado che si tratta di una mossa «improvvisa e scioccante», considerando che «poche persone erano consapevoli che la vendita fosse in corso».

L'acquisto, spiega ancora il Post, è stato effettuato a titolo personale, dunque sarà Bezos il proprietario, e non Amazon. Oltre a segnare la fine della storica amministrazione della famiglia Graham, ai vertici del quotidiano da quattro generazioni, l'operazione è l'ennesimo segnale della crisi che ha travolto la carta stampata in un'epoca dominata da Internet. Solo negli ultimi giorni anche il gruppo del New York Times ha deciso di vendere uno dei suoi quotidiani storici, il Boston Globe, a un privato: il proprietario della squadra di baseball dei Red Sox, John Henry, se lo è aggiudicato per appena 70 milioni di dollari.

Fondato nel 1877, il Post è passato nelle mani dei Graham nel 1946. E' uno dei quotidiani che ha fatto la storia del giornalismo americano, firmando, tra le altre cose, lo scoppio dello scandalo Watergate nel 1972 e ancora recentemente quello del Datagate, con l'intervista alla talpa Edward Snowden pubblicata in un'esclusiva condivisa solo con il Guardian. Eppure a causa delle diminuzione delle vendite e delle pubblicità, ha trascinato in basso i conti del gruppo nell'ultimo trimestre, che hanno segnato un ribasso del 14 per cento degli utili. Il gruppo, sottolinea il giornale, continuerà ad essere quotato con un nuovo nome ancora da definirsi.