17 giugno 2019
Aggiornato 05:00
La crisi italiana

Squinzi: «P.A. paghi i propri debiti»

Lo ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, secondo cui «siamo in una situazione di credit crunch molto preciso e molto specifico per le imprese» e «bisogna ricordare che questi debiti non sono sovvenzioni: sono servizi, prodotti, forniture fatte allo Stato che lo Stato deve pagare»

VARESE - «La prima cosa da fare per alleviare la situazione di scarsità di credito alle imprese è che la P.A. metta mano al portafoglio e paghi i propri debiti». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, secondo cui «siamo in una situazione di credit crunch molto preciso e molto specifico per le imprese» e «bisogna ricordare che questi debiti non sono sovvenzioni: sono servizi, prodotti, forniture fatte allo Stato che lo Stato deve pagare».
Squinzi, che ha parlato all'assemblea degli industriali di Varese, ha affermato che le «cifre che circolano» sul debito della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese di «130/140 mld sono molto vicine alla realtà». «E' la prima richiesta che dobbiamo fare con forza», anche perché «uno Stato che non paga i propri debiti non è uno Stato civile».

Giovannini: Fine procedura UE ci dà più margini - La chiusura della procedura Ue per deficit eccessivo a carico dell'Italia, attesa per dopodomani, «è importante: va bene guardare al futuro, ma dobbiamo essere molto contenti di questo risultato che già conferma lo sforzo fatto, e ci consente di avere più margini, in parte nel 2013 ma soprattutto nel 2014». Lo ha detto il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, parlando con i cronisti oggi a Bruxelles, dove ha incontrato il commissario Ue agli Affari sociali, Laszlo Andor.
«Il governo ha indicato la disoccupazione giovanile come una delle sue priorità, e siamo riusciti a inserire questo tema nel Consiglio europeo di fine giugno», ha continuato il ministro, ribadendo che «questa è la nostra priorità, insieme alla riprogrammazione dei fondi strutturali europei».
«Abbiamo bisogno - ha detto ancora Giovannini - da un lato di aggiornare le regole del mercato del lavoro, e lo faremo entro l'estate, dall'altro di dare una spinta verso nuova occupazione giovanile, e questo dovrebbe dare molta fiducia a quelle famiglie che non sono state colpite direttamente dalla crisi e che ora rinviano le spese», ha concluso il ministro.