23 gennaio 2022
Aggiornato 16:00
L'emergenza cipriota

Crisi Cipro, Barroso vede Putin e Medvedev. L'Europarlamento accusa l'Eurogruppo di irresponsabilità

Un appuntamento fissato da tempo per passare in rassegna i principali dossier bilaterali ma che ora sarà inevitabilmente dominato dall'emergenza Cipro. Barroso è arrivato già ieri sera nella capitale russa, dove ieri il ministro cipriota delle Finanze, Michalis Sarris, ha tentato di trovare un accordo sulla ristrutturazione del credito da 2,5 miliardi accordato dalla Russia nel 2011

MOSCA - Il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso è oggi e domani a Mosca per incontri con i vertici russi. Un appuntamento fissato da tempo per passare in rassegna i principali dossier bilaterali, non senza spine, ma che ora sarà inevitabilmente dominato dall'emergenza Cipro. Barroso è arrivato già ieri sera nella capitale russa, dove ieri il ministro cipriota delle Finanze, Michalis Sarris, ha tentato di trovare un accordo sulla ristrutturazione del credito da 2,5 miliardi accordato dalla Russia nel 2011, per ora senza risultati. Il Cremlino è irritato e preoccupato non solo per la sorte dei molti correntisti e delle società russe basate a Cipro. Ma anche perchè sabato scorso, quando è stato deciso di proporre una tassa del 9,9% sui depositi bancari oltre i 100.000 euro, Mosca non è stata avvertita, malgrado l'Ue da tempo non nasconda di contare su qualche tipo di partecipazione russa al salvataggio di Cipro.

DECISIONE CONTROVERSA - Barroso, in base ai piani iniziali, avrebbe dovuto incontrare - dopo gli ambasciatori dei Paesi membri dell'Ue - il premier Dmitri Medvedev. Poi è stato aggiunto un colloquio con il presidente Vladimir Putin, in agenda in serata. Sia il capo del governo che quello del Cremlino sono stati chiari sul progetto di prelievo forzoso dai conti ciprioti: «è ingiusto e pericoloso», ha detto Putin, «decisione controversa e assomiglia a una confisca di fondi stranieri», ha aggiunto Medvedev. Il capo del governo russo è tornato ieri sulla questione, dichiarando che finora sulla crisi cipriota Bruxelles e Nicosia hanno commesso «tutti gli errori possibili», ma dicendo di sperare ancora «in una soluzione molto equilibrata che aiuti Cipro e non danneggi le nostre relazioni con la Ue».

LA RUSSIA CHIEDE UNA CONTROPARTITA - La Russia è chiaramente interessata a non lasciare affondare Cipro e le sue banche, ma vorrebbe una controparte concreta per concedere ulteriori aiuti. In particolare, in questi giorni sono emerse indiscrezioni sugli interessi del colosso russo Gazprom, che avrebbe offerto alle autorità cipriote aiuti in cambio di licenze estrattive nella zona economica esclusiva di Cipro. Nicosia avrebbe rifiutato, preferendo un prestito sotto egida UE. Questo, prima che la situazione precipitasse e che il Parlamento cipriota bocciasse il piano di salvataggio concepito da UE e FMI.

EUROPARLAMENTO ACCUSA EUROGRUPPO - La Conferenza dei presidenti del Parlamento europeo ha espresso, oggi a Bruxelles, «profonda preoccupazione» per la decisione dell'Eurogruppo di sabato scorso su Cipro poi bocciata dal Parlamento di Nicosia, e si è pronunciata per una esenzione dalla tassa straordinaria sui depositi bancari dell'Isola, per quanto riguarda somme inferiori ai 100 mila euro. «I risparmi della gente comune non devono essere usati per salvare il settore bancario», si afferma in una nota.
L'organo di direzione dell'Europarlamento ha anche sottolineato che «è necessaria una soluzione europea al problema di Cipro, non una soluzione esterna», con riferimento alle ipotesi di aiuto russo. «Ci rammarichiamo - proseguono i presidenti dei gruppi dell'Europarlamento - della mancanza di trasparenza e di responsabilità democratica riscontrata nella decisione originaria proposta per il settore bancario cipriota», decisione che «è stata presa a porte chiuse nelle prime ore del mattino (di sabato scorso, ndr), senza una appropriata riflessione sulle conseguenze che avrebbe avuto per la gente comune». In ogni caso, conclude la Conferenza dei presidenti,«lo scarica barile su chi abbia fatto la proposta serve ora solo a mettere a rischio la fiducia nell'Ue».