14 novembre 2019
Aggiornato 17:30
Piano di ristrutturazione aziendale

Ilva, cassa integrazione per 6.500 operai per 2 anni

Gli investimenti del siderurgico per l'adeguamento degli impianti alle prescrizioni dell'Autorizzazione integrata ambientale sono di circa due miliardi e mezzo di euro. La cassa integrazione dovrebbe iniziare il 3 marzo e durare 24 mesi

TARANTO - L'Ilva ha inviato ai sindacati dei metalmeccanici un piano di ristrutturazione aziendale che prevede la richiesta di cassa integrazione guadagni straordinaria per 24 mesi fino ad un massimo di 6.500 operai. Gli investimenti del siderurgico per l'adeguamento degli impianti alle prescrizioni dell'Autorizzazione integrata ambientale sono di circa due miliardi e mezzo di euro. La cassa integrazione dovrebbe iniziare il 3 marzo e durare 24 mesi.
Nella prima fase riguarderà 4.444 addetti ma nel secondo semestre 2014, con la chiusura dell'altoforno 5 (il più grande d'Europa) arriverebbe a 6.417. Con i lavori di adeguamento degli impianti e la chiusura temporanea degli altiforni a rotazione, l'Ilva di Taranto produrrebbe circa un terzo, passando dal regime di 30 mila tonnellate di acciaio al giorno (attualmente è circa 18 mila), a dieci mila.

IL COMMENTO DELLA UILM - «Se da un lato è una buona notizia - commenta il segretario nazionale della Uilm Rocco Palombella - perché ci conferma l'intenzione dell'azienda di restare a Taranto ed investire sul futuro della fabbrica, dall'altro sono numeri da brivido che ovviamente puntiamo a ridurre in sede di trattativa. Di positivo c'è che non sono previsti esuberi, almeno secondo quanto dichiara l'azienda ma saranno due anni di lacrime e sangue. Chiederemo al governo di individuare tutti gli strumenti per evitare di far gravare solo su una parte dei lavoratori il peso di questi 24 durissimi mesi, ad esempio con contratti di solidarietà, cassa integrazione a rotazione e la riduzione del numero di cassa integrati».