30 ottobre 2020
Aggiornato 11:30
Il caso FIAT

Fornero, appello al dialogo FIAT-FIOM

«E' ovvio che non è dignitoso per nessuno ricevere un salario essendo al tempo stesso richiesti di rimanere a casa». A dirlo, in merito al caso degli operai della Fiat di Pomigliano d'Arco, è il ministro del Welfare, Elsa Fornero

ROMA - «E' ovvio che non è dignitoso per nessuno ricevere un salario essendo al tempo stesso richiesti di rimanere a casa». A dirlo, in merito al caso degli operai della Fiat di Pomigliano d'Arco, è il ministro del Welfare, Elsa Fornero, a «L'Economia prima di tutto» su Radio1 Rai.

APPELLO AL DIALOGO - «Non è dignitoso e in questo senso - continua - non posso che concordare in maniera piena e totale con quanto espresse il presidente della Repubblica, Napolitano», quando nel 2010 scrisse una lettera di sostegno ai 3 operai Fiom della Fiat di Melfi che si trovano nella stessa situazione dei lavoratori di Pomigliano d'Arco: reintegrati, ma non riammessi in fabbrica dall'azienda.
«Da qui a prendere delle misure, che per un Governo in uscita non sarebbero possibili, ce ne corre. Lancio però un appello perchè nella contrapposizione si esce sempre tutti perdenti. Il mio è davvero un accorato appello al dialogo e spero che sia raccolto».