28 settembre 2022
Aggiornato 12:00
La crisi dei debiti sovrani

Grilli: Un'altra manovra non serve. Ridurre le tasse dimininuendo la spesa pubblica

Il Ministro dell'Economia: «Non ci sarà alcuna manovra aggiuntiva perché l'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013 è in termini strutturali e non nominali, quindi è aggiustato per il ciclo economico» ovvero corretto dagli effetti della recessione, che quest'anno potrebbe essere più grave di quanto inizialmente previsto

BRUXELLES - «Non ci sarà alcuna manovra aggiuntiva perché l'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013 è in termini strutturali e non nominali, quindi è aggiustato per il ciclo economico» ovvero corretto dagli effetti della recessione, che quest'anno potrebbe essere più grave di quanto inizialmente previsto. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, intervenendo oggi a Bruxelles davanti alla commissione economica del Parlamento europeo, in risposta a una domanda del vicepresidente dell'Assemblea, Gianni Pittella (Pd/S&d). Quindi, ha aggiunto Grilli, «non c'è bisogno di varare ulteriori manovre, e come non l'abbiamo fatto noi speriamo che non lo faccia neanche il prossimo governo». Una volta raggiunto il pareggio strutturale, ha insistito il ministro «pensiamo che non si debba appesantire l'economia con altre manovre». Loc MAZ

Ridurre le tasse non solo è possibile ma auspicabile - Ridurre la pressione fiscale in Italia è «non solo possibile ma assolutamente auspicabile: faceva parte dei nostri obiettivi come governo e speriamo che sia perseguito dai prossimi governi». Lo ha detto il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, parlando con i cronisti alla fine della sua audizione oggi a Bruxelles davanti alla commissione economica del Parlamento europeo, che gli ha posto molte domande sui risultati del governo Monti, sulle riforme economiche e sul risanamento dei conti pubblici.
«E' vero - ha ammesso Grilli - che all'inizio dell'azione di governo, considerati i tempi ristretti a disposizione e la necessità di consolidamento dei conti pubblici, abbiamo dovuto fare ricorso più di quanto avremmo voluto all'imposizione fiscale». Ora, con il principio del pareggio di bilancio nella Costituzione, «se vogliamo ridurre le tasse resta solo la strada della diminuzione della spesa pubblica. Noi - ha proseguito il ministro - abbiamo iniziato, facendo due esercizi di riduzione durante l'anno che è restato in carica il governo. Ora dovrà continuare il prossimo governo», ha concluso Grilli.

L'Italia è cambiata in modo irreversibile - «Oggi posso dire che l'Italia è un Paese diverso, che sta cambiando e che è cambiato in modo a mio giudizio irreversibile».
«E' un percorso - ha proseguito Grilli - che è stato iniziato con l'azione decisiva del governo Monti; è chiaro che la strada non è ancora conclusa, ma sono sicuro che tutte le istituzioni responsabili sapranno portare a termine questo importante lavoro».
Il ministro ha poi affermato che il miglioramento della situazione italiana nella percezione dei mercati, visibile nella riduzione dello 'spread' sui titoli pubblici, è stato dovuto all'azione convergente su tre piani durante l'anno passato: il piano nazionale, con le misure del governo Monti, quello dell'Eurozona (con l'approvazione, tra l'altro, dei Fondi salva-Stati e del 'Fiscal Compact'), e quello della Bce, con le iniziative prese dal presidente Mario Draghi, e in particolare la predisposizione del programma Omt (acquisto dei bond dei paesi in crisi sul mercato secondario, se sono rispettati gli impegni concordati con l'Ue sui conti pubblici e sulle riforme strutturali).