3 agosto 2020
Aggiornato 17:00
Il caso Pomigliano

Fiat: Su mobilità deciderà il mercato

Comunicato dell'azienda: «La procedura di mobilità ha un iter e dei tempi tecnici prestabiliti per consentire ai soggetti preposti e alle organizzazioni sindacali di esaminarne le motivazioni». Landini: «Primo comunicato Pomigliano retropensiero dell'azienda». Guerra: «Inaccettabile quello che sta accadendo»

ROMA - «Le iniziative annunciate dalla Fip di Pomigliano d'Arco stanno originando commenti in molti casi non pertinenti e inesatti. Per fare chiarezza sulla situazione l'azienda ritiene utile precisare quanto segue: La procedura di mobilità ha un iter e dei tempi tecnici prestabiliti per consentire ai soggetti preposti e alle organizzazioni sindacali di esaminarne le motivazioni». Lo ha comunicato l'azienda.
«Nessuna iniziativa può essere avviata dall'azienda prima della conclusione della procedura, ovvero come minimo 45 giorni dall'avvio, e cioè dal 31 ottobre scorso. Non vi è pertanto alcuna urgenza», ha spiegato il Lingotto.
«I 19 ricorrenti sono titolari di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con Fiat Group Automobiles, che non si è mai interrotto, e attualmente fruiscono come altri più di 1000 dipendenti del comprensorio di trattamento di cassa integrazione, oggetto di specifico accordo sindacale firmato il 6 luglio 2011. Il rientro al lavoro di questi lavoratori, con passaggio alla società Fip, è unicamente condizionato dalla domanda del mercato dell'auto italiano ed europeo, attualmente molto al di sotto delle previsioni».

Landini: Primo comunicato Pomigliano retropensiero dell'azienda - «E' un lapsus, un retropensiero che c'è in Fiat e che non va bene, che va contro la Costituzione del nostro Paese». A dirlo è il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, in merito al giallo dei due comunicati diffusi ieri da Fiat (nel primo, inviato per errore, era presente un duro attacco ai lavoratori della Fiom definiti «oppositori»).
Landini, intervistato dal Giornale Radio Rai, aggiunge: «E' come confermare che si è fatta una discriminazione, come ha riconosciuto la sentenza della Corte d'Appello di Roma che ha detto a Fiat che questa discriminazione deve essere sanata e che il diritto al lavoro deve valere per tutti, indipendentemente dal sindacato scelto e dalle opinioni espresse, nessuno può essere discriminato per il pensiero che ha».

Guerra: Inaccettabile quello che sta accadendo a Pomigliano - «Oggi a Pomigliano, con la storia dei 19 messi in mobilità per compensare i 19 iscritti Fiom da assumere per ordine del giudice, è la Fiat che è andata oltre: non è possibile immaginare la più grande impresa italiana che risponde così a una sentenza del tribunale, è inaccettabile». lo afferma, in un'intervista al Corriere della Sera, Andrea Guerra, amministratore delegato di Luxottica.
Sergio Marchionne, spiega, è «un leader che ha fatto la storia. Nel 2004 la Fiat non aveva neppure un giorno davanti a sè, oggi ha almeno dieci anni garantiti», ma «proprio perchè leader», «non dovrebbe alimentare questo scontro».
«Indipendentemente da dove sono cominciate le responsabilità, e io non assolvo certo la Fiom, trovo che ora si stia scherzando con la vita delle persone - prosegue Guerra - Quello che sta accadendo a Pomigliano è inaccettabile». Come se ne esce? «Dialogo, dialogo, dialogo», afferma il Ceo di Luxottica.