26 gennaio 2020
Aggiornato 19:30
Conti pubblici | Ddl stabilità

UIL: Il Governo si è concentrato sui conti e non sulla crescita

Gli interventi fiscali del ddl stabilità (Irpef, Iva, deduzioni e detrazioni) «portano ad un saldo negativo per gran parte degli italiani ed in particolare per lavoratori dipendenti e pensionati». Ad affermarlo il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, durante un'audizione in Parlamento. Angeletti: Scuola, inaccettabile allungamento orario

ROMA - Gli interventi fiscali del ddl stabilità (Irpef, Iva, deduzioni e detrazioni) «portano ad un saldo negativo per gran parte degli italiani ed in particolare per lavoratori dipendenti e pensionati». Ad affermarlo il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, durante un'audizione in Parlamento.
L'Italia, ha detto Proietti, «da alcuni anni sconta l'assenza di una politica economica orientata a promuovere e sostenere la crescita. Anche l'attuale governo ha concentrato la sua attenzione esclusivamente al miglioramento dei conti pubblici, con scelte che hanno pesantemente penalizzato i lavoratori dipendenti e i pensionati. Il necessario perseguimento di politiche volte al risanamento è stato fine a se stesso ed ha avuto come conseguenza quella di aggravare la recessione in atto nel nostro sistema economico e produttivo. Il limite maggiore dell'azione economica del governo è stato quello di non finalizzare le politiche di risanamento al sostegno della crescita».

Angeletti: Scuola, inaccettabile allungamento orario - «E' inaccettabile che si allunghi l'orario di lavoro e non si preveda di pagare il corrispettivo». Questa la critica rivolta dal numero uno della Uil, Luigi Angeletti, in una nota, alle norme del ddl stabilità relative all'allungamento dell'orario di lavoro per gli insegnanti.
«I soldi stanziati per la detassazione del salario di produttività devono continuare ad avere quella destinazione, con o senza l'accordo tra le parti». Lo sottolinea in una nota il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, che spiega come «un'intesa in tal senso ci sia già: è quella del 28 giugno 2011».
«L'attuale governo deve semplicemente ripristinare le condizioni che, su questa materia, aveva già stabilito il precedente esecutivo», aggiunge Angeletti.