10 dicembre 2019
Aggiornato 02:30
Nuovo attacco del patron della Tod's

Della Valle: Marchionne? Un «chiaccherone improvvisato» che dice banalità

«Bisogna meno stare a sentire questi improvvisati della Fiat che vogliono venirci a raccontare che in Italia non è più conveniente fare auto, che vengono a spiegare a noi imprenditori seri che in momenti di crisi non si fanno prodotti nuovi, mentre noi resistimo solo perché noi innoviamo». Airaudo: «Strategia estero-Italia assolutamente non credibile»

MILANO - Nuovo attacco di Diego Della Valle alla Fiat e all'a.d. Sergio Marchionne. «Chiacchieroni che ci vengono a raccontare banalità», ha esordito nel corso di un convegno in Bocconi, presente anche il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera.
«Bisogna meno stare a sentire questi improvvisati della Fiat che vogliono venirci a raccontare che in Italia non è più conveniente fare auto, che vengono a spiegare a noi imprenditori seri che in momenti di crisi non si fanno prodotti nuovi, mentre noi resistiamo solo perché noi innoviamo - ha detto il patron della Tod's - Sono cose di una banalità tale che l'indisponenza nasce dal fatto ci si vuole prendere in giro con argomenti neanche tanto convincenti».

Monti: Governo non darà soldi ma non sono stati chiesti - «Il governo si è impegnato non a dare aiuti finanziari ma a creare condizioni di contesto che favoriscano la presenza dell'industria automobilistica in Italia». Lo ha detto il premier Mario Monti aprendo la conferenza sulle riforme strutturali in Italia e riferendosi all'incontro dei giorni scorsi con l'ad di Fiat Sergio Marchionne e con il presidente John Elkann. Monti ha precisato che l'azienda «non ha chiesto aiuti» economici al governo.

Airaudo: Strategia estero-Italia assolutamente non credibile - La strategia di garantire la presenza di Fiat in Italia producendo auto per i mercati esteri «non è assolutamente credibile». A dirlo il responsabile auto della Fiom-Cgil, Giorgio Airaudo, intervistato a «L'Economia Prima di Tutto» su Radio1 Rai.
«Per poter saturare i 4 impianti italiani e dare garanzie di occupazione e lavoro ai dipendenti, dunque togliendo la cassa integrazione - sottolinea Airaudo - bisognerebbe portare 400.000 vetture da produrre per l'export, che sono esattamente la produzione che Fiat farà con fatica quest'anno, quindi mi sembra qualcosa che non sia assolutamente credibile, assolutamente di là da venire. Nessuno ci presterà 400.000 vetture ed in piu per esportare bisogna avere dei modelli da esportazione ed i modelli attuali non penso si possano esportare, e si torna al punto di partenza: bisogna fare gli investimenti».
Nemmeno le ipotesi di sgravi fiscali per le aziende che esportano, sulle quali starebbe lavorando il governo, convincono la Fiom: «cose di questo tipo sono solo cose di contorno. La sostanza è chiedere a Fiat di anticipare gli investimenti in Italia perché senza questo il 2013 sarà un anno in cui la cassa integrazione aumenterà ed il rischio è che alcuni impianti vadano all'eutanasia», spiega Airaudo, che aggiunge: «mi sembra che si stia solo rinviando nel tempo un problema che non si vuole affrontare per ragioni politiche e perché la Fiat non è pronta, non avendo ancora completato la fusione con Crysler».