Clini: L'Ilva di Taranto non chiuderà
Il Ministro dell'Ambiente: «Io mi auguro che tra le iniziative in corso da parte dell'autorità giudiziaria, del ministero dell'Ambiente e spero dell'azienda, si cominci a costruire un percorso concreto di risanamento»
ROMA - «Non è vero, non siamo di fronte alla chiusura del'Ilva di Taranto ma di fronte a un altro passaggio del risanamento», ha sottolineato il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, a margine della presentazione al ministero della Salute del progetto 'Sentieri', in relazione alla direttiva dei custodi giudiziari, che in nome e per conto dei magistrati requirenti, hanno ordinato lo spegnimento delle cokerie 3, 4, 5 e 6, delle torri dalla uno alla sette, degli altiforni 1 e 5, il blocco dell'acciaieria 1, l'adeguamento dell'acciaieria 2, la ristrutturazione del reparto gestione materiale ferrosi.
Indicazioni custodi giudiziari coincidono con quelle per l'Aia - «Io mi auguro - ha aggiunto Clini - che tra le iniziative in corso da parte dell'autorità giudiziaria, del ministero dell'Ambiente e spero dell'azienda, si cominci a costruire un percorso concreto di risanamento».
«Di questo - ha rivelato il ministro - ho parlato stamattina lungamente con il procuratore capo di Taranto, Franco Sebastio, un colloquio molto costruttivo e molto utile».
In relazione all'iniziativa dei custodi giudiziari, il ministro dell'Ambiente ha ribadito che «hanno presentato una direttiva per il risanamento dell'Ilva di Taranto non per la chiusura e - ha sottolineato - le indicazioni dei custodi giudiziari coincidono con quelle che stiamo dando noi per la procedura di Autorizzazione integrata ambientale».
Presentazione piano è importante passo avanti - «La presentazione, oggi, del piano di risanamento da parte del presidente dell'Ilva è un passo avanti importante e credo che questo possa facilitare la collaborazione tra l'azienda, le autorità giudiziarie e il Ministero dell'Ambiente». Così il ministro Corrado Clini, parlando con i giornalisti a Firenze a margine del congresso mondiale dell'Iswa.
Tre o quattro anni per completare il risanamento - «Tre o quattro anni» per risanare l'Ilva. «Dovendo realizzare questi interventi di risanamento in un contesto produttivo che comunque è attivo, ci vorrà un po' di tempo», ha detto Clini, parlando con i giornalisti a Firenze.
«D'altra parte c'è anche il rischio che se l'impianto dovesse essere completamente fermato, Ilva potrebbe rimanere fuori mercato, per un periodo di tempo troppo lungo per poter sostenere quegli investimenti necessari per il risanamento. In ogni caso - ha sottolineato Clini - è stimabile che ci vogliano tre o quattro anni pieni per completare tutti gli interventi. Sono interventi imponenti che devono cambiare la pelle e il cuore del sistema industriale di Taranto».
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