4 giugno 2020
Aggiornato 16:30
Nucleare

Tokyo rinuncerà al nucleare nel medio e lungo termine

Il primo ministro giapponese Yoshihiko Noda ha riaffermato la volontà del Giappone di uscire dal nucleare «a medio e a lungo termine». Il capo del governo ha ricevuto oggi una delegazione di oppositori del nucleare che ormai da mesi organizzano ogni settimana un sit-in davanti agli uffici del governo

TOKYO - Il primo ministro giapponese Yoshihiko Noda ha riaffermato la volontà del Giappone di uscire dal nucleare «a medio e a lungo termine». Il capo del governo ha ricevuto oggi una delegazione di oppositori del nucleare che ormai da mesi organizzano ogni settimana un sit-in davanti agli uffici del governo e che a metà luglio avevano organizzato una grande manifestazione in un parco di Tokyo.

NUOVO PIANO ENERGETICO PER IL 2030 - Il premier ha ripetuto che il suo governo sta preparando, un anno e mezzo dopo la catastrofe di Fukushima, un nuovo piano energetico per il 2030. Ma gli scenari previsti sono tre: il primo prevede comunque una quota di produzione energetica nucleare tra il 20 e il 25% , una seconda al 15%, la terza invece esclude del tutto questo tipo di fonte.
Prima dell'incidente alla centrale nucleare di Fukushima, causato dallo tsunami provocato dal sisma dell'11 marzo 2011, il nucleare garantiva il 30% dei consumi elettrici e le autorità nipponiche prevedevano di aumentare questa quota fino al 53%, un'ipotesi ormai definitivamente accantonata.

SPENTI 50 REATTORI NUCLEARI - In seguito al sisma sono stati spenti progressivamente tutti i 50 reattori nucleari presenti in Giappone per procedere a verifiche di sicurezza, ma poi il governo di Noda ha autorizzato la riaccensione di due reattori della centrale di Oi, nel centro dell'arcipelago. Una decisione che ha scatenato la collera degli antinuclearisti che da allora hanno avviato le manifestazioni settimanali.

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