5 dicembre 2020
Aggiornato 22:00
Riforma del Lavoro

Licenziamenti, Ichino: Non evocare lo spettro della violenza per ridurre il dibattito

Il Senatore del PD: «Sono d'accordo con la Camusso, ma i Sindacati non mettano tabù». Sacconi: «La proposta Ichino su articolo 18 interessante». Cicchitto: «Considerare suggerimenti di Ichino e Bombassei»

ROMA - Il giuslavorista e senatore del Pd Pietro Ichino risponde al rischio terrorismo paventato dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, in linea con il segretario della Cgil, Susanna Camusso: non si può evocare il pericolo di violenza politica per «comprimere il dibattito», o peggio, per «accollare a chi dissente la responsabilità oggettiva di eventuali aggressioni commesse da altri». Ma - sottolinea Ichino, che ha rivolto al governo un appello per rivedere l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, insieme all'opposizione, anche i sindacati devono evitare il «tabù del questo non si tocca», perché «una maggiore serietà del dibattito» rasserena il clima e perchè la tecnica del tabù «qualche volta ha l'effetto, anche se non voluto da chi la pratica, di demonizzare chi osa violare il tabù».
«Susanna Camusso nella trasmissione di Lucia Annunziata di oggi ha detto che il rischio di atti di violenza minacciati da terroristi non può essere utilizzato per comprimere il dibattito, o peggio per accollare a chi dissente la responsabilità oggettiva di eventuali aggressioni commesse da altri», spiega a TmNews Ichino, sottolineando: «Ha perfettamente ragione, concordo pienamente con questa sua affermazione».
«Penso però anche - aggiunge il senatore Democratico - che a rasserenare il clima contribuirebbe anche una maggiore serietà del dibattito. Occorrerebbe, in particolare, che i sindacati, invece di stabilire dei tabù - questo non si tocca, di questo non si deve neppure discutere - entrassero nel merito della questione, indicando i punti di consenso e di dissenso, e soprattutto indicando le soluzioni alternative». Perché secondo Ichino anche «la tecnica del tabù serve per troncare il dibattito, impedirlo sul nascere». «E qualche volta - conclude - ha l'effetto, anche se non voluto da chi la pratica, di demonizzare chi osa violare il tabù».

Sacconi: La proposta Ichino su articolo 18 interessante - «La proposta di Ichino è interessante, noi abbiamo idee molto simili ad essa». Così, intervistato da Maria Latella a Sky Tg24, il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha commentato l'appello del senatore Democratico al governo di rivedere insieme l'articolo 18, in modo da stabilire regole di flessibilità in uscita dal posto di lavoro e tutele che viene licenziato. Sacconi esclude da questo ragionamento i «licenziamenti discriminatori determinati non solo da idee politiche o da un impegno sindacale, ma anche dalla condizione di una persona prossima alla maternità o al matrimonio. Tutti questi casi - ha sottolineato Sacconi - devono essere nulli, cioè come se non ci fossero stati e non possono che dar luogo a un reintegro nel posto di lavoro».
«Invece quando un posto di lavoro si consuma economicamente - ha aggiunto - bisogna pensare a come proteggere il lavoratore» licenziato.

Cicchitto: Considerare suggerimenti di Ichino e Bombassei - «A questo punto il pieno impegno del governo e della maggioranza deve essere quello di realizzare, con uno scadenzario assai rigoroso, le misure contenute nella lettera alla Ue». Lo afferma il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto.
«Senza dar spazio ad allarmismi strumentali, la situazione internazionale è cosi seria da richiedere risposte precise e tempestive - aggiunge - Non c'è più spazio per manovre politiche avventurose che rischierebbero di provocare un autentico salto nel buio. Per ciò che riguarda il nodo costituito dal lavoro i contributi oggi offerti da Bombassei e da Ichino, cosi come gli interventi ieri del ministro Sacconi devono costituire il retroterra da tradurre in equilibrate iniziative legislative».

Gasparri: Il Pdl apra immediato confronto con Ichino - «A sinistra c'è chi, come il senatore Ichino, da sempre sostiene tesi importanti e apprezzabili in materia di lavoro. Quale spazio hanno le sue tesi nella sinistra di Bersani, Vendola e Di Pietro. Il Pdl deve aprire un immediato confronto tra le proprie tesi e quelle di Ichino, molto vicine tra loro. Per creare lavoro e non per licenziare. La sinistra è lacerata. Come possono i riformisti sinceri soggiacere al patto di Vasto e alla Cgil?». Lo afferma il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri.