16 ottobre 2019
Aggiornato 01:30
Unioncamere Veneto

In Veneto commercio al dettaglio -2,6%. Cala l’occupazione

Il bilancio negativo è ascrivibile soprattutto al commercio al dettaglio dei prodotti non alimentari con una flessione del -4,3% e dei prodotti alimentari con un -3,8%

VENEZIA - Nel secondo trimestre 2011, sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura condotta su un campione di 417 imprese con almeno 3 addetti, le vendite al dettaglio hanno registrato una flessione del -2,6% rispetto allo stesso periodo del 2010.
Il bilancio negativo è ascrivibile soprattutto al commercio al dettaglio dei prodotti non alimentari con una flessione del -4,3% e dei prodotti alimentari con un -3,8%. Più contenute le diminuzioni nei supermercati, iper e grandi magazzini (-2%). Sotto il profilo dimensionale performance negative sia per le piccole superfici (-4,2%) sia per medie e grandi (-2%).

In aumento i prezzi di vendita (+2%), più marcati per il commercio al dettaglio alimentare (+3,3%) e per i supermercati, iper e grandi magazzini (+2,7%), mentre sono rimasti sostanzialmente stabili per il commercio al dettaglio non alimentare (-0,3%). Crescita più pronunciata per le medie e grandi superfici (+2,7%). In linea col fatturato, gli ordinativi hanno registrato una flessione del -3,8% su base annua. La dinamica negativa è ascrivibile in particolare al commercio al dettaglio non alimentare (-4,3%), commercio al dettaglio alimentare (-3,7%) e supermercati, iper e grandi magazzini (-3,6%). In calo l’occupazione che ha registrato una diminuzione del -1,3%. Contrazione più significativa per supermercati, iper e grandi magazzini (-1,9%), stabili i comparti alimentare (-0,2%) e non alimentare (-0,4%).

Previsioni - Peggiora il clima di fiducia degli imprenditori: il saldo tra chi prevede un aumento e chi una diminuzione del volume d’affari è di -22,7 punti percentuali contro il -1 p.p. del trimestre precedente. In diminuzione anche le previsioni per ordini (-20,5 p.p. contro -9,7 p.p. precedente). In rialzo invece occupazione (-5,6 p.p. contro -6,6 p.p. precedente) e prezzi di vendita (+13,4 p.p. contro +30,5 p.p. precedente).

SERVIZI - Nel secondo trimestre 2011, sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura condotta su un campione di 805 imprese con almeno 3 addetti, il volume d’affari dei servizi ha registrato una crescita su base annua, ma sono peggiorate le aspettative degli imprenditori.

A livello tendenziale il settore terziario ha evidenziato una crescita nel comparto turistico (+0,5%) e nei trasporti (+3,5%). In lieve flessione il volume d’affari nei servizi innovativi e tecnologici (-0,3%).

Salgono i prezzi di vendita nel comparto turistico (+0,9%), mentre trasporti e servizi innovativi e tecnologici restano invariati rispetto all’anno scorso. Sale l’occupazione nel settore dei trasporti (+0,7%), lievi perdite nel comparto turistico (-0,3%) e nei servizi innovativi (-0,5%).

Previsioni - Peggiorano le aspettative degli imprenditori: nel settore dei trasporti il saldo è pari a -20,6 punti percentuali, seguito dal comparto turistico col -19,3 p.p. Meno pessimistiche le previsioni nel settore dei servizi innovativi e tecnologici col -7,1 p.p. Sul fronte occupazione i saldi d’opinione si sono attestati al -8,7 p.p. per i servizi innovativi e tecnologici, al -7,6 p.p. per i trasporti e al -5,9 p.p. per il comparto turistico. Previsioni in calo per i prezzi di vendita: +2 p.p. per il turismo, -0,2 p.p. per i servizi innovativi e tecnologici, -3,7 p.p. per i trasporti.

Gian Angelo Bellati, direttore Unioncamere del Veneto: «La contrazione dei consumi nel mercato interno è sintomatica di un quadro congiunturale in cui permane ancora molta incertezza sull’effettiva ripresa economica. Ad aggravare la situazione nei prossimi mesi, al di là di un peggioramento del clima di fiducia dei nostri imprenditori, con molta probabilità contribuirà anche l’approvazione della manovra finanziaria che rischia di aumentare la percezione di timore e preoccupazione dei consumatori. Nonostante una generale stabilizzazione, anche l’occupazione continua a rappresentare un elemento di criticità, mentre la crescita del volume d’affari dei servizi, che segue la flessione dello scorso trimestre, conferma l’andamento ondivago del settore delle nuove tecnologie, nel quale il Veneto stenta ancora a investire massicciamente e ad adottare strategie incisive».