19 settembre 2019
Aggiornato 01:30
Relazione annuanle Autorità Energia

I prezzi di luce e gas restano i più alti rispetto a UE

A essere più penalizzate sono le famiglie con consumi più alti. 5 mln famiglie sul mercato libero luce, 2,7 mln imprese

ROMA - I prezzi di luce e gas restano più alti in Italia rispetto all'Unione europea sia per le imprese sia per le famiglie anche se per queste ultime il divario si sta riducendo. È quanto emerge dalla Relazione dell'Autorità dell'Energia al Parlamento, la prima relazione targata Guido Bortoni, dopo l'insediamento alla guida dell'Authority.

A essere più penalizzate sono le famiglie con consumi più alti mentre per quelle con consumi più bassi il prezzo è inferiore del 12% rispetto alla media europea. «Per i consumi più elevati, l'Italia presenta prezzi lordi dell'energia elettrica relativamente più elevati della media europea (+12,3% al lordo imposte), sebbene il divario si sia attenuato rispetto al passato» con un calo del 4%. Invece nel secondo semestre 2010 le imprese italiane hanno pagato prezzi dell'energia elettrica, al lordo delle imposte, «superiori alla media europea per tutte le classi di consumo». Analoga la situazione per il gas.

«Nel 2010 il prezzo italiano del gas al netto delle imposte - si legge nella relazione - per un consumatore domestico, si è collocato su livelli in linea con la media europea per tutte le classi di consumo, con scostamenti positivi o negativi inferiori o intorno al 5%. Il prezzo del gas per le utenze domestiche si è collocato a un livello superiore rispetto al prezzo medio europeo se calcolato al lordo delle imposte, con scostamenti positivi progressivamente crescenti per le classi di consumo più alte, in conseguenza di un livello di imposizione fiscale relativamente elevato rispetto alla media dei paesi europei». Un po' meglio la situazione per le imprese con alti consumi.

Guardando poi ai dati di passaggio sul mercato libero da parte dei clienti, sia imprese sia famiglie, il presidente dell'Autorità, Guido Bortoni ha sottolineato che «a quattro anni dall'apertura del mercato elettrico anche per i piccoli consumatori, il tasso di switch si attesta al 17% per i domestici e al 36% per le piccole imprese: ciò significa che circa 5 milioni di famiglie e 2,7 milioni di piccole imprese hanno scelto un venditore nel mercato libero. Un risultato tra i migliori in Europa e che potrà essere fortemente migliorato».
Nel settore gas «nel 2010 la categoria 'domestico + condomini uso domestico' mostra una quota servita sul mercato libero pari al 12,1% (63,6% nel commercio, 96,9% nell'industria, 63% nella generazione elettrica)».