16 ottobre 2019
Aggiornato 16:00
Giornata Mondiale della Biodiversità

AIAB: «Per tutelare la diversità biologica serve più agricoltura bio»

Ferrante: «La biodiversità è alla base del sistema produttivo dell’agricoltura biologica a tutti i livelli»

ROMA - «Il modello di produzione dominante in agricoltura ha un impatto devastante sulla biodiversità, al contrario il modello di produzione biologica si contrappone decisamente all’agricoltura industriale specializzata che ha trasformato paesaggi ricchi e biodiversi in deserti di monocolture».
Parole di Andrea Ferrante, presidente nazionale dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica (AIAB), pronunciate in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità dal Festival delle Terre in corso alla Città dell’Altra Economia di Roma.

FERRANTE - «La biodiversità – prosegue Ferrante - è alla base del sistema produttivo dell’agricoltura biologica a tutti i livelli: la biodiversità del suolo, attraverso la necessaria presenza di microrganismi che degradano la sostanza organica; la biodiversità animale e vegetale sia delle specie e varietà coltivate, e selezionate in campo, che delle razze autoctone allevate; la biodiversità selvatica, rappresentata dagli insetti predatori per il controllo biologico dei parassiti, degli impollinatori, dalla flora e fauna selvatica, ed infine la biodiversità del paesaggio».

EQUILIBRIO AMBIENTALE - L’agricoltura biologica rappresenta quindi un modello di sviluppo rurale che non solo basa il suo sistema produttivo sull’equilibrio ambientale e la valorizzazione della risorsa suolo, per raggiungere la massima produzione possibile in determinate condizioni ambientali, ma durante il processo produttivo fornisce importanti servizi all’ecosistema aumentando la connettività biologica e offrendo habitat idonei alla vita animale attraverso il mantenimento di elementi naturali, creazione di siepi, inerbimento nei frutteti, insetti predatori, uccelli, etc.). Per questa ragione l’agricoltura biologica viene considerata come metodo raccomandato nelle aree protette (art. 12 legge 394/91). Non a caso AIAB ha realizzato nel 2007 un progetto con il Ministero dell’Ambiente del Territorio e del Mare per la definizione delle Linee guida per la diffusione dell’agricoltura biologica nelle aree protette (www.bioeccellenze.org).

FAME NEL MONDO - Un altro contributo importante dell’agricoltura biologica a livello globale arriva sul fronte della riduzione della fame nel mondo. Come riconosciuto anche dallo Stato del Mondo 2011 – conclude Andrea Ferrante - la fame nel mondo non deriva da problemi di produzione e mentre il modello agroindustriale non risponde ai bisogni di sicurezza alimentare della popolazione mondiale, l’agricoltura biologica si dimostra uno dei modelli più efficienti per produrre e garantire accesso al cibo e sicurezza alimentare alla popolazione mondiale».