24 maggio 2022
Aggiornato 08:00
Domani la vicenda in Consiglio dei Ministri

Parmalat sempre più francese, Lactalis sale al 29%

Incurante del decreto anti-scalate il gruppo francese acquista quote fondi esteri. Il titolo crolla in borsa

MILANO - Il colosso francese Lactalis ha assestato un duro colpo alla difesa dell'italianità di Parmalat, incurante del decreto anti-scalate che sta approntando il ministro Tremonti e che potrebbe approdare domani sul tavolo del Consiglio dei ministri. Il gruppo della famiglia Besnier - che nel nostro Paese già controlla marchi come Galbani, Invernizzi, Cademartori e Vallelata - ha raggiunto questa mattina un accordo per acquisire la quota del 15,3% in mano ai fondi Skagen, Zenit e MacKenzie, portandosi così (tra quote dirette e potenziali) al 29% circa del capitale di Parmalat, appena sotto la soglia del 30% oltre la quale scatterebbe l'obbligo di Opa. Con il blitz odierno, Lactalis si porta prepotentemente in pole position nella partita per conquistare il controllo del cda alla prossima assemblea del 14 aprile. Intesa Sanpaolo, che lo scorso venerdì ha depositato una propria lista per il board, è, al momento, titolare del 2,14% di Parmalat.

Ipotesi Opa - L'unica strada a disposizione per ribaltare la situazione sarebbe, a questo punto, il lancio di un'Opa sul 100% del gruppo di Collecchio da parte di una cordata di investitori italiani. Ma dopo la mossa di Lactalis, che ha acquistato le quote dei fondi esteri con una maxi-offerta di 2,8 euro per azione (+13% rispetto alla chiusura di ieri), il prezzo di un'eventuale operazione tricolore risulterebbe ora molto oneroso. Anche la stessa Borsa non sembra più credere al concretizzarsi di una contromossa italiana e oggi ha venduto a man bassa il titolo, che ha chiuso in ribasso del 7% a 2,292 euro, con scambi boom e pari all'8,4 % del capitale.

A una cordata nazionale sembra invece crederci ancora Granarolo, schierata nella squadra che Intesa Sanpaolo sta mettendo a punto per fronteggiare l'assalto dei francesi: «Speriamo che questa non sia la conclusione e che il Governo e le banche possano fare qualcosa», ha detto il presidente, Gianpiero Calzolari. Ferrero ha fatto sapere oggi di rimanere interessata «se matureranno le condizioni che lo rendono possibile».

Resta ora da vedere la mossa del Governo italiano se riesce, per vie giuridiche e cercando di evitare uno stop da parte di Bruxelles, a bloccare l'avanzata dei francesi in una società considerata strategica per la filiera lattiero-casearia nazionale.