11 luglio 2020
Aggiornato 02:00
Così non ci sarà alcuna «scossa»

Piano per la crescita, ancora una volta semplici «palliativi»

Il presidente della Cia Giuseppe Politi giudica in maniera negativa i provvedimenti decisi dal governo. Per rilanciare l’economia ci vuole ben altro

ROMA - «Le misure approvate oggi dal Consiglio dei ministri non rappresentano certo la soluzione ai gravi problemi del sistema imprenditoriale italiano. Non vediamo affatto quella ‘scossa’ tanto annunciata. Siamo in presenza di semplici ‘palliativi’. Manca concretezza ed efficacia, ma soprattutto un disegno globale di sviluppo. Ancora una volta interventi frammentari ed episodici. E per l’agricoltura un’altra occasione mancata. Ormai sono tre anni che attendiamo provvedimenti incisivi. Registriamo solo tante promesse che continuano a rimanere tali». Lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi preoccupato per le difficoltà che registrano le imprese agricole alle prese con redditi in deciso calo e costi onerosi che compromettono ogni giorno di più la competitività sui mercati.

«Le decisioni del governo sembrano più un’operazione di facciata che qualcosa di realmente costruttivo. Per imprimere una svolta all’economia -ha aggiunto Politi- ci vuole ben altro. Come serve qualcosa di consistente e propulsivo per far uscire dall’attuale complessa crisi migliaia di aziende agricole. Da tempo chiediamo un progetto nuovo per il settore, ma da parte del governo non c’è alcuna attenzione. E così la nostra agricoltura resta impantanata nei suoi tanti problemi e gli imprenditori fanno sempre più fatica a stare sul mercato».
«In questi ultimi anni -ha rimarcato il presidente della Cia- si è andati avanti con misure dettate dall’emergenza. Ma di nuova politica agricola non si è mai parlato. La stessa Conferenza nazionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale, da noi proposta e che aveva iniziato il suo iter nel 2008, è finita nel dimenticatoio. E’ assurdo ignorare una realtà produttiva, economica e sociale come quella agricola, soprattutto in una fase difficile e carica di sfide a livello internazionale ed europeo, a cominciare dalle nuove allarmanti tensioni sulle commodities alimentari e dalla riforma Pac post 2013».

«In questo modo i problemi di migliaia di imprese agricole restano, anzi rischiano di aggravarsi ulteriormente. Per tale ragione -ha annunciato Politi- la nostra mobilitazione, sospesa davanti ai complessi problemi che hanno caratterizzato lo scenario politico, riprenderà presto e ancora più incisiva, proprio perché pretendiamo risposte valide dalle istituzioni e soprattutto dall’esecutivo che non può ignorare ulteriormente la gravità della situazione».