20 ottobre 2021
Aggiornato 16:00
La doppia Fiat all'esordio in Borsa

Marchionne: Fiat al passo con i tempi per valorizzare asset

L'amministratore delegato del Lingotto: «E' un dovere che abbiamo. Scissione risponde a logica di crescita. Salta Mirafiori se non passa il referendum»

MILANO - «Abbiamo il dovere di stare al passo con i tempi e di valorizzare tutte le nostre attività». Lo ha affermato l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, alla cerimonia di inaugurazione della quotazione in Borsa di Fiat Industrial, sottolineando che «questo è un momento molto importante per la Fiat perchè rappresenta allo stesso tempo un punto di arrivo e un punto di partenza».
Secondo Marchionne «la scissione del gruppo in due entità distinte è stata decisa per rispondere a una logica di crescita, di autonomia e di efficienza» e questa scelta permette di «risolvere una delle questioni strategiche che in questi anni è stata al centro dell'attenzione della comunità finanziaria e della stampa internazionale». Il riferimento di Marchionne è alla «configurazione che Fiat ha assunto nel corso degli anni e alla natura eterogenea del business che la compongono. Di fronte alle grandi trasformazioni in atto nel mercato - ha detto ancora Marchionne - non potevamo più continuare a tenere insieme settori che non hanno una caratteristica economica e industriale in comune».
L'operazione di scissione permetterà dunque a Fiat e a Fiat Industrial di «focalizzarsi ognuna sul proprio business con obiettivi chiaramente identificati e riconoscibili dal mercato». Inoltre, ha detto ancora Marchionne, la scissione «permetterà di avere un profilo ben definito e di dimostrare appieno il valore che altrimenti rischierebbe di rimanere in parte inespresso. E le lascia libere - ha concluso - di seguire ognuna la propria strada in autonomia».

MIRAFIORI - Se vincerà al referendum «il 'no' con il 51%, la Fiat non farà l'investimento a Mirafiori». Lo ha affermato l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, a margine della cerimonia inaugurale di Fiat Industrial in Borsa, sottolineando invece che «se il referendum a Mirafiori arriverà al 51% andremo avanti con il progetto».
Nell'ambito della trattativa sindacale, che ha visto la Fiom non firmare l'accordo, Marchionne ha sottolineato di «non aver lasciato nessuno fuori: se qualcuno ha deciso di non firmare - ha proseguito - non significa che io abbia deciso di lasciar fuori qualcuno».
Secondo Marchionne «la Fiat ha bisogno di libertà gestionale e non può essere condizionata da accordi, che non hanno più senso».