13 luglio 2020
Aggiornato 18:30
La crisi del debito

Cannata: aste bond fileranno lisce, abbiamo i granai pieni

Il responsabile del debito del Ministero del Tesoro al Wall Street Journal: «L'Italia ha fatto di necessità virtù»

ROMA - Una strategia sulle emissioni di debito pubblico basata su trasparenza e prevedibilità, e che in una fase di tensione dei mercati si è rimodulata verso scadenze più prolungate: al prezzo di rendimenti inevitabilmente maggiorati ha però evitato all'Italia di dover far ricorso continuamente ai mercati. E allo stesso tempo, a dispetto di una fase così difficile, di «riempire i granai di riserve», come spiega Maria Cannata, direttore generale della gestione del debito al Tesoro, in una lunga intervista a piena pagina al Wall Street Journal. Tanto che il bel Paese è ora in condizione di finanziare la sua quota di aiuti europei alla Grecia senza dover effettuare alcuna emissione di debito supplementare, così come finora quest'anno non ha mai dovuto emettere titoli in scadenza a tre mesi.

Il quotidiano finanziario americano torna sul caso di un paese, l'Italia, che se prima della crisi, a causa del suo elevato debito, veniva spesso additato come uno con la situazione più problematica sui conti pubblici, adesso si trova in tutt'altra situazione. «Finora ha evitato la tempesta», scrive il Wsj, che invece è risultata pesantissima in queste settimane per la Grecia - fino ad arrivare, nel weekend al via libera di Ue e Fmi a un meccanismo di aiuti da 110 miliardi di euro - ma con ripercussioni anche per altri paesi, come il Portogallo e la Spagna. Una situazione da cui invece l'Italia si è tenuta al riparo, tanto che i rendimenti sui suoi titoli di Stato - che si muovono nella direzione opposta al prezzo e riflettono le percezioni di rischio del mercato - si attestano a livelli più bassi di quelli della Spagna, nonostante il fatto che il paese iberico vanti rating migliori.

In parte questa resistenza dei bond italiani deriva dal basso livello di indebitamento del suo settore privato, e in parte, prosegue il Wsj, dal rifiuto del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti di imbarcarsi in misure di stimolo all'economia a dispetto della recessione. Ma in parte questo riflette anche le strategie sviluppate dalla Cannata, che in questo è stata coadiuvata dalla piattaforma Mts, quella su cui si effettuano gli scambi sui titoli di Stato italiani, efficiente e tenuta in alta considerazione dagli investitori. L'Italia ha fatto di una necessità virtù, spiega la dirigente del Tesoro, visto che deve gestire un carico debitorio da quasi al 120 per cento del Pil.

E grazie a prospettive migliori sui parametri chiave di bilancio - come il deficit - rispetto ad altri paesi periferici dell'area euro continua a godere di forti livelli di domanda nelle sue aste. Solo un evento a carattere eccezionale, rileva la Cannata, potrebbe spingere a modificare la tabella di marcia sulle emissioni. E la dirigente si attende che le aste «filino lisce» sia sul resto di quest'anno che nel 2011. Non sarà l'Italia la prossima a finire nella linea di tiro delle agenzie di rating.