20 febbraio 2020
Aggiornato 20:00
Digitale terrestre

TV DIGITALE, canali impazziti: è necessario rimettere ordine

Adiconsum e CRTL Chiedono a AGCOM e Ministero Provvedimenti urgenti sull’ordinamento automatico dei programmi

ROMA - L’Adiconsum in rappresentanza del CNCU e il Comitato Radio TV Locali (CRTL) hanno presentato oggi all’AGCOM e al Ministero S.E. Comunicazioni un’istanza per adozione di provvedimenti urgenti in merito alla questione dell’ordinamento automatico dei programmi (Logical Channel Number – LCN) nella piattaforma televisiva digitale terrestre.

Adiconsum e il CRTL, dichiara Pietro Giordano Segretario Nazionale, avevano già presentato congiuntamente l’11 gennaio 2010 una proposta concreta di regolamentazione dell’LCN, proposta che anticipava le norme poi recentemente introdotte dal Decreto Romani.

Visto il tempo trascorso e l’insostenibile situazione creatasi, oggi Adiconsum e CRTL chiedono formalmente all’Autorità ed al Ministero di intervenire, ricominciando a lavorare sulla base di un documento presentato in tempi non sospetti e che si è rivelato anticipatore di soluzione poi approvate dal legislatore, prevedendo la salvaguardia dell’utenza dal rompicapo del posizionamento manuale dei canali nella nuova televisione digitale terrestre e delle emittenti locali da un ingiusto confinamento in posizioni remote sul telecomando.

«In vista dell’arrivo della TV digitale, continua Giordano, in aree nevralgiche del Paese per milioni di consumatori, occorre garantire all’utenza la possibilità di fruire dei vantaggi della nuova televisione in modo semplice e quanto più economico possibile. Visto che occorrerà sopportare la spesa del decoder, non è neanche pensabile che qualcuno possa non trovare più i canali che era abituato a vedere e debba richiedere costosi interventi tecnici».

Per CRTL «Occorre salvaguardare oltre vent’anni d’investimenti e di vicinanza delle TV Locali alla gente. L’emittenza locale va tutelata e difesa in un momento di gravissima difficoltà del settore, facendo in modo che tutti possano competere ad armi pari, a vantaggio della qualità dell’offerta televisiva».