6 aprile 2020
Aggiornato 02:30
Grazie alla Stanford University

«Shelley»: l'auto da corsa senza pilota

Il nuovo progetto è una coupé sportiva Audi TTS che sarà testata in una gara in salita in Colorado

NEW YORK - E' una coupé sportiva Audi, potente, capace di accelerare, frenare e tenere la strada come le migliori rivali di categoria. Ma ha una caratteristica eccezionale: per fare tutto questo non ha bisogno di pilota. La Audi «Shelley» è il nuovo progetto su cui stanno lavorando gli ingegneri della Stanford University, un ateneo che da molti anni sviluppa tecnologie e controlli elettronici per rendere più sicuri i veicoli. L'obiettivo adesso è una macchina in grado di viaggiare da sola.

Il primo vero test della Shelley sarà effettuato quest'estate sulle montagne del Colorado. La macchina affronterà, insieme a centinai di altri concorrenti, la Pikes Peak Internationl Hill Climb, una delle corse automobilistiche in salita più emozionanti del mondo, che si tiene tutti gli anni dal 1916.

La missione degli scienziati della Stanford è ambiziosa. Esistono già veicoli sperimentali in grado di muoversi nel traffico o percorrere lunghe distanze senza pilota. Ma l'università californiana vuole fare di più: creare una macchina sportiva, veloce, capace di affrontare condizioni di guida estreme. «Stiamo cercando di sviluppare una macchina sportiva, da rally, che viaggi senza pilota, che si spinga al limite delle possibilità di guida di una vettura da corsa», ha detto Christian Gerdes, docente di ingegneria alla Stanford University e supervisore del progetto.
La Shelley, chiamata così in onore della prima donna vincitrice della Pikes Peak, è una Audi modello Tts, equipaggiata con un sistema Gps,e programmata per seguire qualsiasi percorsi indicata nella mappa digitale. I ricercatori hanno sviluppato algoritmi al computer che permettono alla macchina di compiere modifiche della traiettoria regolando la velocità per non perdere il controllo.

Sicurezza delle vetture - Queste tecnologie, spiega Gerders, un giorno potrebbero essere utilizzate per migliorare la sicurezza delle vetture di serie, con sistemi che aiutano il pilota a mantenere sempre il controllo della vettura anche ad alte velocità. «Ci auguriamo che il nostro lavoro serva in futuro a sviluppare auto più sicure», ha detto Gerders. «Se, per esempio, la strada diventa accidentata e scivolosa, la macchina dovrebbe essere in grado di reagire e automaticamente mantenere il controllo della traiettoria».

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal