21 novembre 2019
Aggiornato 13:30
Bonus anche a cucine ed elettrodomestici

Per metà gennaio il decreto sugli incentivi auto

Come annunciato dal ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, che sta mettendo a punto il provvedimento

ROMA - Con il nuovo anno, probabilmente già a metà gennaio, arriverà anche il decreto sugli incentivi all'auto. Come annunciato dal ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, che sta mettendo a punto il provvedimento, le nuove norme andranno nella direzione di una riduzione graduale degli incentivi all'automobile scaduti il 31 dicembre per favorire altri settori che hanno risentito pesantemente della crisi nel 2009: quello degli elettrodomestici e quello dei mobili, in particolare delle cucine, senza che l'incentivo sia legato alla ristrutturazione edilizia. I tecnici del ministero torneranno al lavoro subito dopo la pausa di fine anno per definire le norme e il valore dell'operazione.

Per gli elettrodomestici in realtà la norma era in vigore già lo scorso anno e riguardava la rottamazione di vecchi elettrodomestici o la ristrutturazione edilizia in cambio di nuovi apparecchi in classe energetica A+. Probabile che ora invece il bonus - che potrebbe essere anche dell'ordine del 20% da detrarre dalla tasse - sia legato agli elettrodomestici a partire dalla classe energetica A e alle cucine ecocompatibili con basso contenuto di formaldeide nei pannelli. Inoltre deve essere garantito un corretto smaltimento dei vecchi elettrodomestici e delle vecchie cucine. Secondo una stima di Edy Snaidero, presidente del gruppo Snaidero che ha guidato una task force di produttori presso il ministero dello Sviluppo, la norma potrebbe costare sui 200 milioni di euro e riguardare un parco cucine ed elettrodomestici rispettivamente di 200mila pezzi e tra i 7-800mila elettrodomestici.

Per quanto riguarda invece gli incentivi all'auto, è molto probabile che la direzione sarà quella di privilegiare le auto più verdi come quelle a gpl e metano. Una partita questa collegata alla decisione europea e alla trattativa in corso con Fiat sul piano industriale che prevede lo stop alla produzione di auto a Termini Imerese dal 2011. Certo è che Scajola è deciso a mantenerli, perchè, come ha ribadito ieri, gli incentivi non sono andati esclusivamente alla Fiat che ha utilizzato solo il 35% degli aiuti, la sua quota di mercato, ma hanno contribuito a risollevare il settore che all'inizio del 2009 aveva subito un crollo nell'ordine del 30-40%.