15 novembre 2019
Aggiornato 14:30
Fisco

La Cassazione dà ragione all’ufficio delle Entrate di Teramo

Recuperati 13 milioni di euro dal settore bancario

PESCARA - Circa 13 milioni di euro tra maggiori imposte, sanzioni ed interessi, riscossi dal settore bancario. A tanto ammonta l’importo riscosso dall’ufficio di Teramo dell’Agenzia delle Entrate con l’iscrizione a ruolo effettuata a titolo definitivo a seguito della pronuncia favorevole all’erario emessa, nel corso del 2008, dai giudici della Corte di Cassazione a termine di un lungo contenzioso tributario.

La Suprema Corte, nel cassare senza rinvio la sentenza favorevole al contribuente emessa della Sezione quarta della Commissione Tributaria Regionale, ha riconosciuto piena e definitiva validità all’avviso di accertamento emesso dal soppresso ufficio Imposte Dirette di Teramo, relativo al periodo d’imposta 1995.

Le contestazioni a carico della banca prendevano avvio da alcuni rilievi della Guardia di Finanza emersi in occasione di una verifica fiscale. Successivamente, con atto motivato, l’ex ufficio delle Imposte Dirette di Teramo procedeva a notificare un avviso di accertamento con il quale imputava alla banca due operazioni non corrette rilevanti sotto il profilo fiscale.

In particolare:
1) relativa al recupero a tassazione di circa quattordici miliardi di vecchie lire di interessi maturati su titoli del debito pubblico portoghese;
2) relativa al recupero di una perdita di cinque miliardi di lire indebitamente dedotta con riferimento a un’operazione di outright valutario.

Per entrambi i rilievi, i Giudici della Suprema Corte hanno affermato la legittimità dell’operato dell’ufficio fiscale. Ciò ha consentito di riscuotere oltre 13 milioni di euro, di cui circa 3 milioni e 700 mila di imposta Irpeg, 1 milione e 600 mila di imposta Ilor, 5 milioni e 300 mila di sanzioni e 2 milioni e 400 mila di interessi.